Il Comitato di Distretto di Ravenna ha approvato l’ampliamento dell’offerta residenziale per anziani: dai 750 posti attuali si passerà a 773 entro il 2026, con un incremento complessivo di 23 posti distribuiti tra Ravenna, Cervia e Russi. La misura punta a ridurre le liste d’attesa e a sostenere famiglie e caregiver.
Una crescita contenuta ma significativa
Da dicembre prende avvio il programma che porterà, entro il 2026, a un aumento complessivo di 23 posti accreditati nelle Case Residenza per Anziani (CRA) servite dall’Azienda Servizi alla Persona (ASP) Ravenna–Cervia–Russi. La decisione è stata formalizzata dal Comitato di Distretto, presieduto dai sindaci locali e dalle figure apicali del Distretto socio-sanitario. L’incremento rientra in un percorso di potenziamento che dal 2017 ad oggi ha portato l’offerta da 670 a 773 posti complessivi.
I numeri nel dettaglio
- Posti attuali: 750 (dato di riferimento 2025).
- Incremento programmato: +23 posti entro il 2026, totale previsto 773 posti.
- Crescita dal 2017: dai 670 posti del 2017 fino agli attuali 750, con +80 posti in 9 anni (di cui 30 nel 2024).
Chi ha deciso e come è stata pianificata l’espansione
La delibera è frutto del Comitato di Distretto di Ravenna composto dai sindaci Alessandro Barattoni (Ravenna), Mattia Missiroli (Cervia), Valentina Palli (Russi), dalla direttrice del Distretto Roberta Mazzoni e dalla dirigente del Servizio sociale associato Elena Zini. L’aumento è reso possibile anche grazie a maggiori stanziamenti regionali sul Fondo per la non autosufficienza e a progetti di riqualificazione/efficientamento delle strutture esistenti.
Perché questo incremento è importante
- Riduzione delle liste d’attesa: più posti significano meno attesa per l’accesso a soluzioni residenziali, importante per gli over-75 con bisogno di assistenza continuativa.
- Risposta all’invecchiamento demografico: nel Distretto di Ravenna la popolazione over-75 è cresciuta (da 2017 a 2024 è aumentata, andando a rappresentare oltre il 14% della popolazione residente). L’offerta si adegua a un fabbisogno crescente.
- Sostegno alle famiglie e ai caregiver: l’ampliamento delle opzioni residenziali offre soluzioni sia temporanee che definitive, alleggerendo la pressione sulle reti familiari.
Quali interventi accompagnano l’aumento dei posti
- Riqualificazione strutturale e energetica: progetti come quello sulla CRA “F. Busignani” a Cervia (interventi di efficientamento) favoriscono l’adeguamento degli spazi e l’attivazione di posti aggiuntivi.
- Programmazione finanziaria: l’incremento è possibile grazie all’aumento delle risorse regionali destinate alla non autosufficienza; la pianificazione pluriennale consente di programmare posti accreditati gradualmente.
- Attenzione al personale: per garantire servizi di qualità servono anche misure sul reclutamento e il mantenimento del personale socio-sanitario (OSS, infermieri), come mostrano i bandi e le selezioni pubblicate dall’ASP locale.
Limiti e criticità da considerare
- Numeri ancora insufficienti rispetto alla domanda: l’aumento di 23 posti, pur positivo, rimane contenuto rispetto al fabbisogno demografico complessivo e all’invecchiamento progressivo della popolazione.
- Tempi di attivazione: la programmazione è pluriennale; i posti saranno disponibili entro il 2026, quindi non risolvono immediatamente le esigenze più urgenti.
- Sostenibilità economica per le famiglie: anche con più posti, il costo reale dell’assistenza residenziale e il potere d’acquisto delle pensioni rimangono fattori critici per l’accesso concreto ai servizi.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Siamo felici dell’ampliamento delle quote accreditate per le Case Residenza per Anziani nel Distretto di Ravenna: ogni nuovo posto significa una famiglia in meno in difficoltà e una risposta in più ai bisogni degli over-75. Tuttavia, vista la tendenza demografica all’invecchiamento e l’aumento della domanda di servizi residenziali, auspichiamo un ulteriore incremento di posti e maggiori investimenti a livello regionale e nazionale. È fondamentale che anche altri Comuni italiani seguano questo esempio, programmando investimenti sulla rete residenziale, sulla riqualificazione delle strutture e sul rafforzamento del personale socio-sanitario, per garantire un’offerta capillare, accessibile e sostenibile per le famiglie.
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