Il Governo intende congelare l’aumento automatico dell’età pensionabile previsto per il 2027, ma l’Ufficio parlamentare di bilancio invita alla cautela: “Servono regole certe per garantire sostenibilità e adeguatezza”.
La pensione si allontana
Nel 2027 l’età pensionabile in Italia dovrebbe aumentare di tre mesi, come conseguenza dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita previsto dalla legge. Un meccanismo introdotto dalle riforme previdenziali passate per garantire l’equilibrio finanziario del sistema.
Tuttavia, l’attuale Governo – secondo fonti ufficiali da Ministero dell’Economia, Ragioneria dello Stato, Il Sole 24 Ore e ANSA – sta valutando il congelamento di questo aumento, che porterebbe la soglia per la pensione di vecchiaia da 67 a 67 anni e 3 mesi.
La questione non è solo tecnica. È politica, economica e sociale. Dietro quei tre mesi ci sono milioni di persone, famiglie e lavoratori anziani che pianificano il proprio futuro.
Cos’è l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita?
Dal 2013, ogni biennio l’ISTAT comunica l’evoluzione dell’aspettativa di vita agli organi statali. Se la longevità media aumenta, l’età pensionabile si alza proporzionalmente.
Questo meccanismo, introdotto dalla Legge 122/2010 (legge Tremonti) e consolidato con la Legge Fornero, ha lo scopo di:
- allineare l’età lavorativa alla maggiore longevità;
- ridurre il peso del sistema pensionistico sul bilancio pubblico;
- tutelare l’equità tra generazioni.
Cosa cambierebbe dal 2027
Le proiezioni ISTAT e della Ragioneria Generale dello Stato indicano per il 2027-2028:
| Tipo di pensione | Età attuale | Età prevista (2027) |
| Vecchiaia | 67 anni | 67 anni e 3 mesi |
| Anticipata uomini | 42a 10m | 43 anni e 1 mese |
| Anticipata donne | 41a 10m | 42 anni e 1 mese |
Il governo vuole bloccare questo adeguamento, lasciando i requisiti invariati.
Le dichiarazioni del Governo
Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon hanno più volte espresso l’intenzione di sospendere l’aumento dell’età pensionabile nel biennio 2027-2028, per “favorire una maggiore flessibilità in uscita” e per venire incontro ai lavoratori in difficoltà.
Ma l’intervento non è ancora definito: si dovrà stabilire se il blocco varrà per tutte le modalità di pensionamento (vecchiaia, anticipata, contributiva) o solo per alcune.
La decisione finale è attesa nella Legge di Bilancio autunnale 2025.
Le obiezioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio
Durante un’audizione del 3 luglio 2025 alla Camera, la presidente dell’UPB, Lilia Cavallari, ha lanciato un chiaro avvertimento:
“È importante mantenere l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita dei requisiti per la pensione. Aiuta a evitare pressioni sulle finanze pubbliche e garantisce maggiore adeguatezza delle prestazioni”.
L’UPB sottolinea tre punti chiave:
- Equilibrio intergenerazionale: senza adeguamenti automatici, il carico previdenziale rischia di gravare solo sulle nuove generazioni.
- Sostenibilità economica: più persone in pensione per più tempo = più spesa pubblica → rischio aumento deficit o tagli ad altri servizi.
- Adeguatezza delle pensioni: il blocco dell’età potrebbe abbassare l’importo degli assegni futuri, specialmente per chi ha carriere discontinue.
Una questione di sistema
Il dibattito sull’età pensionabile nasconde un tema più profondo: come riformare il sistema pensionistico in modo equo, sostenibile e inclusivo.
Infatti:
- l’Italia ha una delle età pensionabili più alte d’Europa, ma anche una forte incidenza di pensioni assistenziali e minime;
- il tasso di natalità è in continuo calo, e la popolazione anziana cresce;
- molti giovani entrano tardi nel mercato del lavoro, con contratti precari e contributi insufficienti.
Secondo l’UPB, le pensioni future “saranno comparabili a quelle attuali solo se il mercato del lavoro garantirà carriere lunghe e ben retribuite”.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Come redazione attenta al benessere e ai diritti degli anziani, riteniamo essenziale trovare un equilibrio tra sostenibilità e giustizia sociale.
Bloccare l’aumento di tre mesi può sembrare una scelta popolare, ma non deve diventare una scorciatoia.
Serve invece una visione di lungo termine, che coinvolga:
- politiche attive del lavoro per i giovani;
- tutela delle carriere femminili e fragili;
- incentivi alla previdenza integrativa;
- trasparenza sulle prospettive pensionistiche.
Ogni riforma sulle pensioni tocca la vita reale di milioni di persone. Non si tratta di cifre nei bilanci, ma di futuro, dignità e speranza.
Link Utili
- Pensioni 2025: Guida Completa
- L’Italia sta diventando un Paese per vecchi
- Invalidità civile 74%: diritti, agevolazioni e benefici








