Una maxi-truffa da oltre 3,5 milioni di euro ha colpito oltre 150 anziani tra Padova e Venezia. La Procura di Padova, i carabinieri di Monselice e la Guardia di Finanza di Este hanno smascherato un’organizzazione criminale che utilizzava quiz telefonici per raggirare le vittime.
Una Maxi-Truffa che Colpisce gli Anziani tra Padova e Venezia
Una maxi-truffa ai danni di oltre 150 anziani tra le province di Padova e Venezia è stata scoperta dalla Procura di Padova, con la collaborazione dei carabinieri di Monselice e della Guardia di Finanza di Este. L’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 41 persone, accusate di associazione per delinquere, truffa aggravata, estorsione e autoriciclaggio. Il meccanismo fraudolento, che si è sviluppato dal 2021 ad agosto 2025, ha visto un giro d’affari stimato in oltre 3,5 milioni di euro. Le indagini sono state avviate grazie alla denuncia di una pensionata di Monselice, che ha avuto il coraggio di segnalare il raggiro. L’inchiesta ha portato al sequestro di beni di lusso, tra cui auto e immobili, per un valore complessivo di oltre 3,5 milioni di euro.
Il Modus Operandi della Truffa
Il Quiz Telefonico
Gli anziani venivano contattati telefonicamente da call center attivi tra Padova e Venezia. Durante la conversazione, veniva proposto loro un quiz di cultura generale con la promessa di vincere un viaggio gratuito. Chi rispondeva correttamente veniva informato della “vincita” e successivamente visitato a domicilio da un incaricato elegante e rassicurante.
La Proposta del Viaggio
L’emissario presentava un depliant con diverse destinazioni esotiche, spesso in Terra Santa, chiedendo alla vittima di firmare documenti che sembravano semplici formalità. Pochi giorni dopo, veniva comunicato che il viaggio “gratuito” aveva un costo tra i 25.000 e i 27.000 euro. In caso di rifiuto, le vittime venivano minacciate con riferimenti a presunti avvocati di grande influenza.
Le Vendite Forzate
Per evitare presunti problemi legali, le vittime venivano indotte ad acquistare prodotti per la casa, come pentole e biancheria, a prezzi esorbitanti, fino a 6.000 euro per articoli dal valore reale inferiore alla metà. Molti pensionati accettavano l’acquisto o si indebitavano, emettendo assegni, accendendo finanziamenti o effettuando bonifici verso società riconducibili agli indagati.
La Rete Criminale
Secondo gli inquirenti, il sistema era ideato da C.F. e A.F., padre e figlio padovani incensurati. Intorno a loro ruotava una rete ben organizzata, con società intestate a prestanome, tra cui Vivaldi, Diamante, Cima Cadini, Mecchenzi, Nemu Group, utilizzate per ripulire il denaro e reinvestirlo in beni di lusso. Tra gli indagati figura anche G.R., un avvocato 51enne con abilitazione in Spagna, già noto per precedenti vicende giudiziarie.
La Denuncia Che Ha Smascherato la Truffa
La svolta nelle indagini è arrivata grazie alla denuncia di una pensionata di Monselice, che ha avuto il coraggio di segnalare il raggiro. Da lì sono partiti pedinamenti e intercettazioni che hanno permesso ai carabinieri e alla Guardia di Finanza di ricostruire nel dettaglio il meccanismo fraudolento e bloccare l’organizzazione prima che continuasse a colpire altre vittime.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Questa maxi-truffa evidenzia la vulnerabilità degli anziani di fronte a raggiri ben congegnati. È fondamentale che le istituzioni e la società civile collaborino per sensibilizzare le persone più fragili e prevenire simili episodi. La denuncia di una singola vittima ha avuto un impatto determinante, dimostrando l’importanza di segnalare qualsiasi sospetto. È essenziale che le forze dell’ordine e le istituzioni locali continuino a lavorare insieme per proteggere le persone anziane da simili abusi.
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