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Tabella Percentuali Invalidità Civile 2026: a cosa hai diritto, punto per punto

Schema delle soglie percentuali invalidità civile: 34, 46, 74 e 100 per cento.
Informazioni aggiornate a Gennaio 2026. Le tabelle ministeriali di riferimento (D.M. 05/02/1992) sono i documenti vigenti, pur interpretati secondo l’evoluzione medico-legale recente.

 

I NUMERI CHE VALGONO DIRITTI. Non sono semplici cifre mediche, ma le chiavi per accedere a sussidi economici, esenzioni e tutele lavorative.

 

 

Il verbale INPS: decifrare quel numero che decide i tuoi diritti

 

Quando si riceve il verbale dell’INPS, la prima cosa che si guarda è un numero: la percentuale. Spesso però quel numero lascia interdetti: “Perché solo il 70% se ho tre patologie diverse?”. Capire come funziona la tabella delle percentuali e quali sono le “soglie magiche” che sbloccano gli aiuti è fondamentale per non perdere opportunità.

 

 

Oltre la somma matematica: come si legge davvero il verbale

 

Il primo errore da evitare è pensare che le malattie si sommino aritmeticamente (50% + 50% = 100%). Purtroppo non funziona così. Nel sistema italiano, l’invalidità civile misura la riduzione della capacità lavorativa (o la capacità di svolgere compiti propri dell’età per gli over 67). Quando ci sono più patologie coesistenti, si applica un calcolo riduzionistico: più alta è l’invalidità di partenza, meno “peso” hanno le patologie aggiuntive. Ecco perché è così difficile raggiungere il 100% e perché ogni punto percentuale va difeso con documentazione medica inattaccabile.

 

 

Le 7 soglie fondamentali: un percorso a gradini

 

Non tutte le percentuali danno diritto agli stessi aiuti. Immagina l’invalidità come una scala: a ogni gradino che sali, si sblocca un diritto in più. Ecco cosa succede, passo dopo passo, secondo le regole valide per il 2026.

 

1. Fino al 33%: Nessun riconoscimento

Se la percentuale assegnata è inferiore a un terzo (33%), purtroppo per lo Stato non si rientra nella categoria di invalido civile. In questa fascia la riduzione della capacità lavorativa è considerata minima e non scatta alcuna agevolazione, né economica né fiscale.

 

2. Dal 34%: Il primo aiuto concreto (Ausili)

Da qui si ottiene lo status ufficiale di invalido. Non arrivano ancora soldi, ma arriva un aiuto materiale importante: il diritto a ricevere protesi e ausili gratuiti. Parliamo di strumenti fondamentali per la qualità della vita come pannoloni, scarpe ortopediche, letti a snodo o apparecchi acustici. Per ottenerli serve che siano prescritti da uno specialista e correlati alla patologia indicata nel verbale.

 

3. Dal 46%: La tutela per il lavoro

Questo è il gradino pensato per chi cerca impiego. Superando questa soglia, ci si può iscrivere alle liste del Collocamento Mirato (Legge 68/99). È una tutela fondamentale perché permette di accedere alle “quote di riserva”: posti di lavoro che le aziende sono obbligate per legge a riservare alle categorie protette.

 

4. Dal 51%: Tempo per curarsi

Spesso ignorata, questa soglia è preziosa per i lavoratori dipendenti. Chi la supera ha diritto a richiedere un congedo per cure retribuito fino a 30 giorni all’anno. Attenzione: non sono giorni di malattia generica, ma permessi specifici per effettuare terapie legate alla propria invalidità (ad esempio cicli di fisioterapia o cure oncologiche).

 

5. Dal 67%: Lo scudo sanitario

Qui si inizia a risparmiare sulle spese mediche. Chi raggiunge questa percentuale ottiene l’esenzione dal Ticket sanitario (solitamente Codice C03) per visite specialistiche, esami del sangue e diagnostica strumentale. In molte Regioni, questa soglia apre anche le porte ad agevolazioni sugli abbonamenti dei trasporti pubblici e dà priorità nelle graduatorie per le case popolari.

 

6. Dal 74%: La soglia economica (Arrivano i soldi)

È il passaggio più critico, quello che fa la differenza nel bilancio familiare. Superando il 74% non si hanno solo sconti, ma un sostegno diretto: l’Assegno mensile di assistenza. L’INPS lo eroga a chi rispetta determinati limiti di reddito e non lavora. Inoltre, da questa soglia in poi, per ogni anno lavorato vengono regalati 2 mesi di contributi figurativi (fino a 5 anni totali) per andare in pensione prima. È anche la soglia minima per accedere alle future tutele della Legge 106 per i lavoratori fragili.

 

7. 100%: L’inabilità totale

È il riconoscimento massimo, che certifica la totale incapacità lavorativa. Dà diritto alla Pensione di Inabilità (sempre legata al reddito). Ma attenzione a non confondersi: il 100% da solo non basta per avere l’Indennità di Accompagnamento. Quella spetta solo se la Commissione mette nero su bianco che la persona “non è in grado di deambulare” o “non riesce a compiere gli atti quotidiani della vita”. Solo in quel caso arriva l’assegno di accompagnamento, che è l’unico aiuto dato a tutti, ricchi e poveri, senza limiti di reddito.

 

 

Differenza tra Invalidità e Legge 104: facciamo ordine

 

Molte famiglie confondono le due cose, ma sono binari paralleli che viaggiano separati.

  • Invalidità Civile: Si basa sulla percentuale (Tabella). Serve principalmente a ottenere soldi (assegni, pensioni) o esenzioni ticket.

  • Legge 104 (Handicap): Si basa sulla gravità (Comma 1 o Comma 3). Serve a ottenere tempo (permessi lavorativi) e agevolazioni fiscali (IVA al 4% auto, deduzioni). Nota: Si può avere il 100% di invalidità ma non la 104 art. 3 comma 3 (gravità), e viceversa.

 

 

Come si calcola il punteggio (senza impazzire)

 

Le tabelle ministeriali assegnano un codice e una percentuale fissa o variabile (min-max) a ogni malattia. Esempio pratico:

  • Diabete mellito complicato: dal 41% al 50%.

  • Cardiopatia grave: dal 71% all’80%. Il medico legale dell’INPS valuta la documentazione e assegna un valore. Se le patologie sono multiple, usa una formula matematica complessa (formula di Salomon) per definire il totale.

Consiglio: Non andate alla visita “raccontando” i dolori. L’INPS valuta solo ciò che è scritto su referti specialistici recenti (non più vecchi di 6-12 mesi).

 

 

Il Punto di Vista di Sespera.it

 

Sappiamo quanto sia frustrante vedere una vita di sofferenze ridotta a un numero freddo come “67%”. Spesso quel 7% che manca per arrivare alla soglia economica (74%) sembra una beffa burocratica. Tuttavia, le tabelle sono legge. L’unico modo per tutelarsi non è arrabbiarsi, ma prepararsi. Un verbale basso spesso è figlio di una documentazione medica incompleta o generica. Noi consigliamo sempre: prima di fare domanda, fate controllare le carte a un medico legale di parte o a un patronato esperto. Meglio aspettare un mese per avere una certificazione migliore, che fare ricorso dopo.

 

Cosa fare se la percentuale è troppo bassa

  1. Verifica il Verbale: Controlla se sono state valutate tutte le patologie presentate.

  2. Aggravamento: Se le condizioni peggiorano, puoi presentare domanda di aggravamento (non ci sono limiti di tempo, ma serve documentazione nuova).

  3. Ricorso: Hai 6 mesi di tempo dalla notifica del verbale per fare ricorso giudiziario (Accertamento Tecnico Preventivo).

 

⚠️ Avvertenze Utili

Sespera.it non è un CAF né l’INPS. Questa guida ha scopo informativo. La valutazione finale e l’assegnazione della percentuale spettano esclusivamente alla Commissione Medica INPS/ASL. Le tabelle di riferimento citate (D.M. 1992) sono quelle ufficiali, sebbene l’applicazione pratica tenga conto delle moderne linee guida scientifiche.

 

 

 

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