Negli ultimi anni, in Italia sono stati numerosi i tentativi di dare un riconoscimento formale al ruolo del caregiver familiare, ovvero di quella persona che si prende cura di un parente non autosufficiente a causa di malattia o disabilità. Nonostante l’importanza di questa figura, al momento non esiste ancora una legge specifica che ne disciplini lo status e offra tutele previdenziali, fiscali o retributive. Vediamo in dettaglio cosa prevede l’attuale quadro normativo per i caregiver familiari e quali sono le agevolazioni di cui possono beneficiare.
Definizione del caregiver familiare: La legge di bilancio 2018
Il primo passo verso il riconoscimento del caregiver familiare è avvenuto con la legge di bilancio 2018 (Legge n. 205 del 27 dicembre 2017). Questa legge ha fornito una prima definizione della figura del caregiver, descrivendolo come la persona che, quotidianamente e gratuitamente, si occupa di un familiare non autosufficiente per via di una malattia o disabilità.
Accanto a questa definizione, la legge ha istituito un Fondo statale per il caregiver familiare, inizialmente dotato di 20 milioni di euro all’anno, poi incrementati a 25 milioni di euro annui per il triennio 2019-2021 dalla legge di bilancio 2019. Questo fondo rappresenta una delle poche forme di sostegno finanziario diretto ai caregiver, anche se le risorse disponibili non sono sufficienti a coprire tutte le necessità.
Il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024
Nel 2022, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 ottobre ha adottato il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024, che prevede ulteriori misure di sostegno per i caregiver familiari. Questo piano ha dato continuità alle iniziative precedenti, garantendo un sostegno economico a chi si prende cura di persone non autosufficienti, ma non introduce nuove tutele giuridiche per il riconoscimento del ruolo del caregiver.
L’assenza di una legge specifica per il caregiver familiare
Nonostante i passi avanti fatti con le leggi di bilancio e i piani nazionali, in Italia manca ancora una legge organica che riconosca ufficialmente lo status di caregiver familiare e che offra tutele di tipo previdenziale, professionale e fiscale. Di conseguenza, i diritti e le agevolazioni per i caregiver derivano principalmente da normative che riguardano le persone disabili o invalide, piuttosto che una regolamentazione diretta del lavoro di cura.
Requisiti per essere riconosciuti caregiver familiare
In assenza di una normativa specifica, il riconoscimento dello status di caregiver familiare dipende dal riconoscimento della disabilità della persona assistita, come definito dalla Legge 104/1992. Questa legge regola l’assistenza e i diritti delle persone con handicap e stabilisce alcune agevolazioni per i familiari che prestano loro assistenza.
Secondo la Legge 104, per ottenere le agevolazioni, la persona assistita deve essere riconosciuta come portatrice di handicap grave, cioè affetta da una minorazione fisica, psichica o sensoriale che compromette in modo significativo l’autonomia personale, rendendo necessario un intervento assistenziale continuativo.
Inoltre, per essere riconosciuto come caregiver familiare, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:
- Il caregiver deve essere coniuge, parente o affine della persona assistita entro il secondo grado. In alcuni casi, come nel caso di particolari circostanze, si estende fino al terzo grado.
- L’assistenza deve essere prestata gratuitamente, su base volontaria, in modo continuativo e permanente.
- Il caregiver deve essere designato dalla persona disabile come principale responsabile dell’assistenza.
Agevolazioni per i caregiver familiari
Nonostante l’assenza di una legge specifica, i caregiver possono beneficiare di diverse agevolazioni previste dalla normativa vigente, in particolare dalla Legge 104/1992 e da altre disposizioni successive. Queste agevolazioni si dividono in lavorative, fiscali e assistenziali.
Permessi retribuiti e congedo straordinario
La Legge 104 riconosce ai caregiver familiari che lavorano come dipendenti la possibilità di usufruire di:
- 3 giorni di permesso retribuito al mese per assistere un familiare disabile.
- Congedo straordinario retribuito della durata massima di due anni, riservato ai dipendenti che devono assistere un parente non autosufficiente.
Anticipo pensionistico (APE sociale)
Un’altra misura importante è l’anticipo pensionistico (APE sociale), riservato ai lavoratori che assistono un familiare con grave disabilità. Questa agevolazione consente di andare in pensione anticipatamente rispetto ai normali requisiti di età, grazie a un’indennità erogata dall’INPS.
Bonus caregiver e altre forme di sostegno economico
Oltre alle agevolazioni lavorative, esistono anche delle forme di supporto economico per i caregiver familiari, come il Bonus caregiver. Questo bonus, noto anche come Home Care Premium (HCP), è destinato a chi assiste un familiare non autosufficiente che necessita di assistenza domiciliare.
Il bonus HCP prevede due tipi di benefici:
- Contributo economico: rimborso delle spese sostenute per l’assunzione di un assistente domiciliare.
- Contributo sociale: accesso a prestazioni integrative offerte da strutture socio-sanitarie convenzionate.
Sebbene in Italia ci siano delle forme di sostegno per i caregiver familiari, come i permessi retribuiti, il congedo straordinario e il Bonus caregiver, manca ancora una legge organica che riconosca ufficialmente questa figura, offrendo tutele adeguate e un riconoscimento formale. Le normative attuali, come la Legge 104 e le successive disposizioni, offrono qualche protezione, ma non sono sufficienti a coprire tutte le esigenze di chi svolge questo ruolo fondamentale nella società.







