Storica sentenza della Corte d’Appello di Milano: le rette per il ricovero in RSA dei malati di Alzheimer devono essere interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e non delle famiglie. Si tratta di una svolta giurisprudenziale che potrebbe aprire la strada a migliaia di richieste di rimborso da parte di cittadini che negli anni hanno sostenuto costi ingenti per assistere i propri cari affetti da demenza.
Una decisione che cambia tutto: il diritto alla cura al centro
La recente sentenza della Corte d’Appello di Milano ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui vengono interpretate le responsabilità economiche legate al ricovero in RSA dei pazienti affetti da Alzheimer e demenza senile.
Il caso ha riguardato un cittadino lombardo che si era visto recapitare un’ingiunzione di pagamento di oltre 26.000 € da una struttura sociosanitaria, per le cure prestate alla madre non autosufficiente. L’uomo ha impugnato la decisione di primo grado, che lo riteneva responsabile del pagamento delle rette.
La Corte d’Appello ha ribaltato quella sentenza, sostenendo che le prestazioni erogate in tale contesto erano sanitarie a tutti gli effetti, seppur in forma integrata con servizi assistenziali. E poiché i costi sanitari rientrano nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), a pagarli deve essere l’Azienda Sanitaria Locale, e non il cittadino.
Dettagli della sentenza di Milano
Il caso specifico e la linea difensiva
La causa riguarda una richiesta di pagamento da parte di una struttura residenziale per anziani, relativa al ricovero di una paziente affetta da demenza in stadio avanzato, che necessitava di assistenza continuativa per funzioni vitali, mobilità e somministrazione di farmaci.
La difesa ha sostenuto che, in tali circostanze, la prestazione fornita era prevalentemente sanitaria e, quindi, da considerarsi coperta dal SSN.
Giurisprudenza di riferimento
La Corte ha fatto esplicito riferimento a una precedente ordinanza della Cassazione (n. 26943/2024), nella quale si chiariva che, quando l’assistenza sociosanitaria risulta strettamente integrata con cure sanitarie essenziali e continue, l’intero servizio deve essere considerato prestazione sanitaria. In tal caso, l’onere non può ricadere sul paziente o sui suoi familiari.
Le implicazioni economiche: famiglie e RSA a confronto
Le famiglie in cerca di giustizia
In Italia ci sono oltre un milione di malati di Alzheimer. Le famiglie, spesso lasciate sole a gestire il carico assistenziale ed economico, si trovano a dover pagare rette mensili che superano facilmente i 2.000 €. La sentenza milanese potrebbe rappresentare un punto di svolta per migliaia di nuclei familiari che hanno finora sopportato ingiustamente costi molto alti per garantire assistenza ai propri cari.
Secondo la linea interpretativa consolidata da questa sentenza, è ora possibile avviare azioni di rimborso per rette pagate negli ultimi dieci anni, a condizione di disporre di documentazione sanitaria adeguata.
Il futuro delle RSA e la sostenibilità del sistema
Le strutture sociosanitarie rischiano ora un contraccolpo economico e giuridico. Da una parte potrebbero dover rimborsare somme già incassate, dall’altra dovranno adattare i propri modelli di accreditamento e gestione. Tuttavia, è anche possibile che questa situazione favorisca una maggiore trasparenza e una ridefinizione del ruolo delle RSA all’interno del sistema sanitario nazionale.
Una giurisprudenza che corre più veloce della legge
Assenza di una normativa uniforme
In Italia manca ancora una normativa chiara, completa e uniforme che stabilisca in modo certo i criteri per la compartecipazione alla spesa nelle RSA. Oggi, ogni caso viene valutato singolarmente dai giudici, in base alle specifiche condizioni cliniche e assistenziali dell’anziano, con esiti spesso contrastanti.
Il quadro giuridico attuale risulta frammentato e poco prevedibile, generando incertezza tanto per le famiglie quanto per le strutture residenziali. Le sentenze si susseguono con orientamenti a volte favorevoli agli utenti, altre volte agli enti gestori, in una giungla interpretativa che richiede risposte legislative più tempestive e coerenti.
Cosa cambia per i cittadini: diritti, rimborsi e tutela
Come chiedere il rimborso
Se hai un familiare affetto da Alzheimer che ha soggiornato in RSA e hai pagato rette elevate, puoi valutare di chiedere il rimborso. Occorrono:
- documentazione sanitaria che attesti la gravità della patologia e la necessità di prestazioni sanitarie continuative;
- fatture o ricevute delle rette versate;
- eventualmente, una consulenza legale.
Il punto di Vista di Sespera.it
La sentenza della Corte d’Appello di Milano rappresenta un momento storico, che riconosce finalmente il diritto alla cura dei malati di Alzheimer senza ulteriori gravami economici sulle famiglie. Ma al di là del valore giuridico, questo provvedimento deve essere un punto di partenza per una riforma più ampia e strutturale. Sespera.it continuerà a informare, guidare e tutelare cittadini, caregiver e operatori del settore, affinché nessuno resti indietro nel complesso percorso dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.
Link Utili
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