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Orrore in una RSA di Viterbo: anziani legati e malnutriti

Anziano legato nel proprio letto e un operatore che gli volta le spalle

Anziani maltrattati e abusati in una RSA a Viterbo – 3 arresti e 6 misure cautelari

 

In provincia di Viterbo, una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA)  di Latera è stata teatro di episodi di maltrattamenti, vessazioni e violenze ai danni degli anziani ospiti. L’indagine, coordinata dalla Procura di Viterbo, ha portato all’arresto di tre operatori sociosanitari e alla sospensione di altri tre.

L’inchiesta, che ha scosso profondamente la comunità, è iniziata nella primavera del 2024 grazie alle segnalazioni di alcuni ex dipendenti della struttura, preoccupati per le condizioni in cui vivevano gli anziani ospiti.

 

Video degli Abusi e Maltrattamenti (immagini sconsigliate ad un pubblico sensibile)

 

 

Come è nata l’indagine: telecamere e prove schiaccianti

 

Le denunce dei dipendenti hanno spinto i Carabinieri di Capodimonte a installare telecamere nascoste nella RSA. I video raccolti hanno svelato una realtà drammatica:

  • Anziani legati ai letti con fascette e bende per ore o addirittura giorni.
  • Farmaci ansiolitici somministrati senza prescrizione medica per sedare i pazienti.
  • Assenza di cibo e cure, con gli ospiti costretti a sopravvivere in condizioni di abbandono totale.
  • Un caso accertato di violenza sessuale su un’anziana ospite.

Le immagini hanno mostrato un ambiente di totale disumanità, dove gli anziani erano vittime di vessazioni psicologiche e aggressioni fisiche da parte del personale.

 

 

Le accuse: maltrattamenti e violenze in una struttura “protetta”

 

I sei operatori coinvolti devono rispondere delle accuse di:

  1. Maltrattamenti aggravati.
  2. Somministrazione abusiva di farmaci.
  3. Violenza sessuale aggravata.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre operatori e la sospensione immediata dal servizio per gli altri tre.

 

 

La reazione delle autorità e il trasferimento degli ospiti

 

Il Procuratore di Viterbo, Paolo Auriemma, ha definito i fatti “un esempio di crudeltà inaccettabile ai danni delle persone più vulnerabili della società”. Gli ospiti della RSA sono stati trasferiti in strutture sicure, dove potranno ricevere l’assistenza necessaria.

Le autorità hanno avviato ulteriori verifiche per accertare eventuali responsabilità della gestione amministrativa della struttura e individuare falle nei controlli periodici.

 

 

Prevenire abusi nelle RSA: cosa si può fare

 

Questo caso ha sollevato un dibattito nazionale sull’importanza di intensificare i controlli nelle strutture per anziani. Si propone:

  • L’installazione obbligatoria di sistemi di videosorveglianza nelle RSA.
  • La formazione periodica del personale per evitare situazioni di stress lavorativo.
  • Più controlli da parte delle ASL per monitorare la qualità dell’assistenza.

 

 

Questo episodio drammatico sottolinea l’urgenza di tutelare i diritti degli anziani, garantendo loro non solo un’assistenza adeguata ma anche rispetto e dignità. Le famiglie, i cittadini e le istituzioni devono lavorare insieme per prevenire ulteriori tragedie.

 

 

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