Scoperta una rete criminale con base a Napoli: vittime oltre 100 anziani in tutta Italia
La truffa del “finto maresciallo”: come agiva la banda
Dietro l’apparenza di normali telefonate si nascondeva un sofisticato schema criminale. I truffatori contattavano gli anziani spacciandosi per marescialli dei carabinieri o avvocati. Raccontavano di un incidente stradale causato da un parente stretto della vittima, insinuando la necessità di pagare una cauzione per evitare il carcere al familiare.
Una volta ottenuta la fiducia, la banda inviava un “corriere” a casa della vittima per ritirare soldi o gioielli, approfittando dello stato di panico indotto e mantenendo la linea telefonica occupata per impedire qualsiasi verifica.
I numeri dell’operazione: 103 truffe, 22 arresti, 77 misure cautelari
L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Genova e coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova, ha portato allo smantellamento di una delle più grandi organizzazioni dedite alle truffe agli anziani degli ultimi anni.
Sono state documentate 103 truffe, di cui 54 pluriaggravate, per un guadagno illecito di oltre 700.000 euro.
Sono state eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere, mentre 55 indagati sono stati sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di Napoli e di presentazione alla polizia giudiziaria.
La struttura della banda: gerarchia e metodo militare
A capo dell’organizzazione c’era una coppia di pregiudicati, Alberto Macor e Marica Mastroianni, che coordinavano tutte le attività.
La banda era divisa in “batterie” operative dislocate in diverse città italiane. Ogni gruppo era dotato di telefoni, auto a noleggio, alloggi temporanei e una rete logistica in stile paramilitare.
I “trasfertisti”, ovvero gli esecutori materiali delle truffe, viaggiavano ogni settimana da Napoli alle città target, rimanendo operativi da domenica a sabato.
Tecnologia e logistica al servizio della truffa
La banda utilizzava call center mobili per contattare le vittime. I cellulari erano intestati a prestanome o risultavano rubati. Le auto erano noleggiate presso agenzie compiacenti.
Le chiamate partivano da appartamenti presi in affitto ad hoc, dove operavano anche 4-5 membri alla volta, tutti con ruoli specifici: telefonisti, corrieri, vedette e “coordinatori locali”.
Il blitz della polizia: 300 agenti in azione
L’operazione ha visto l’impiego di circa 300 agenti, con perquisizioni nelle province di Napoli, Caserta e Torino.
La sinergia tra le forze dell’ordine ha permesso non solo di smantellare la rete, ma anche di sventare altri 13 tentativi di truffa, recuperando beni per un valore di circa 90.000 euro.
Le truffe agli anziani non sono solo reati economici, ma anche ferite sociali e morali. Colpiscono le persone più vulnerabili, approfittando della loro solitudine e fiducia.
Questa operazione è un esempio concreto dell’efficacia delle forze dell’ordine nel contrasto al crimine organizzato. Tuttavia, è fondamentale continuare a sensibilizzare gli anziani e i loro familiari, promuovendo l’informazione e la prevenzione.








