LA SOGLIA CHE FA LA DIFFERENZA – Quando l’invalidità diventa sostegno economico. Il 74% è la “percentuale chiave” nel sistema assistenziale italiano: è il gradino esatto che trasforma il riconoscimento sanitario in un aiuto economico concreto. Ecco tutto quello che ti spetta, dagli assegni mensili alle pensioni anticipate.
Riepilogo Rapido: Cosa cambia col 74%?
Avere un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 74% (fino al 99%) è fondamentale perché sblocca l’accesso all’assegno mensile di assistenza. Le percentuali inferiori (es. 67% o 70%) garantiscono solo esenzioni fiscali, ma nessun bonifico dall’INPS.
Ecco la tabella di sintesi degli importi e limiti attuali:
| Voce | Valore Aggiornato* | Note |
| Assegno Mensile | ~ 336,00 € | Per 13 mensilità |
| Limite di Reddito | ~ 5.770,00 € | Reddito personale annuo |
| Accompagnamento | NO | Spetta solo al 100% |
| Età Richiesta | 18 – 67 anni | Dopo i 67 anni diventa Assegno Sociale |
*(Gli importi sono soggetti a rivalutazione annuale INPS in base all’inflazione).
Assegno Mensile di Assistenza: Il Beneficio Principale
Questo è il sostegno economico diretto per gli invalidi parziali (74%-99%). Attenzione però: per ottenerlo non basta la percentuale sanitaria sul verbale. Servono tre requisiti che devono esistere contemporaneamente:
Percentuale: Compresa tra il 74% e il 99%.
Stato di bisogno: Il tuo reddito personale annuo non deve superare la soglia di legge (circa 5.770€).
Stato di inoccupazione: La normativa richiede lo stato di inattività lavorativa. Tuttavia, l’INPS considera soddisfatto questo requisito se il reddito da eventuale lavoro è talmente basso da non superare il limite annuale sopra indicato. È comunque fondamentale verificare la propria posizione specifica con un patronato.
Durata ed erogazione: L’assegno viene pagato per 13 mensilità. Al compimento dell’età pensionabile (67 anni), si trasforma automaticamente in Assegno Sociale (che ha importi e limiti di reddito differenti).
Il Grande Equivoco: L’Indennità di Accompagnamento
Molti utenti ci scrivono chiedendo: “Con il 75% o l’80% ho diritto all’accompagnamento?” La risposta è NO. L’indennità di accompagnamento (che supera i 500€ mensili) spetta esclusivamente agli invalidi totali (100%) che non sono in grado di deambulare o compiere gli atti quotidiani della vita. Con il 74% si ha diritto all’assegno mensile, ma non all’accompagnamento, indipendentemente dalla gravità delle patologie, se non si raggiunge il 100% totale.
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Pensione e Contributi: Vantaggi Preziosi
Avere il 74% è molto utile per chi lavora o deve andare in pensione, grazie a scivoli e benefici previdenziali dedicati.
Maggiorazione Contributiva: Per ogni anno lavorato con invalidità superiore al 74%, lo Stato ti riconosce 2 mesi di contributi figurativi extra (fino a un massimo di 5 anni totali). In pratica, accumuli contributi più velocemente per andare in pensione prima.
APE Sociale: Se hai almeno 63 anni e 5 mesi e 30 anni di contributi, con il 74% di invalidità puoi accedere all’APE Sociale, ricevendo un sussidio ponte fino alla pensione di vecchiaia.
Quota 41 (Lavoratori Precoci): Se sei un lavoratore precoce (almeno 1 anno di contributi versati prima dei 19 anni) e hai il 74% di invalidità, puoi andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.
Agevolazioni Fiscali e Sanitarie
Oltre al sostegno economico, lo status garantisce risparmi importanti sulla vita quotidiana:
Esenzione Ticket: Diritto all’esenzione totale per patologia o invalidità (codice C01 o C03 a seconda delle regioni/patologie).
IVA Agevolata 4%: Per l’acquisto di auto (con adattamenti o secondo legge 104), sussidi tecnici e informatici.
Protesi e Ausili: Fornitura gratuita tramite SSN di pannoloni, carrozzine, letti ortopedici e protesi previste dal piano riabilitativo.
Permessi Cure (30 giorni): I lavoratori dipendenti con invalidità superiore al 50% possono richiedere un congedo specifico per cure (retribuito) fino a 30 giorni l’anno, se le cure sono connesse all’invalidità riconosciuta.
Collocamento Mirato (Legge 68/99)
Con il 74% si supera ampiamente la soglia minima (46%) necessaria per l’iscrizione alle liste del Collocamento Mirato. Questo offre una via preferenziale per l’assunzione in aziende pubbliche e private, che hanno l’obbligo di legge di assumere una quota di lavoratori appartenenti alle categorie protette.
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Il Punto di Vista di Sespera.it
Raggiungere la soglia del 74% è spesso un percorso burocratico faticoso, fatto di visite, ricorsi e carte bollate. Tuttavia, è un traguardo fondamentale perché segna il passaggio dall’assistenza puramente sanitaria (esenzioni) a quella economica (assegno). Il nostro consiglio? Controllate i verbali. Spesso si ottiene il 100% senza accompagnamento, o ci si ferma al 70% perdendo i benefici economici per pochi punti. Se la vostra condizione si è aggravata nel tempo, non esitate a chiedere la visita di aggravamento per raggiungere quel “74%” che sblocca l’assegno e l’APE Sociale.
In concreto: i prossimi passi
Per trasformare questi diritti in realtà, la strada è semplice. Per prima cosa, leggi con attenzione il tuo verbale d’invalidità: cerca la percentuale esatta e la dicitura “art. 13 legge 118/71” (quella che dà diritto all’assegno). Se la percentuale è corretta e il tuo reddito è sotto i 5.700€ annui, recati subito a un Patronato per inoltrare la domanda amministrativa di pagamento (modello AP70).
⚠️ Avvertenze Utili
Nota sulle Percentuali e Diritti Le valutazioni sanitarie competono esclusivamente alle Commissioni Mediche INPS/ASL. Sespera.it è un portale informativo e non è un CAF, un Patronato né l’INPS. Le informazioni qui riportate hanno scopo divulgativo. Per la presentazione delle domande di invalidità o APE Sociale, affidatevi a un ente preposto.








