NON SIETE SOLI IN CORSIA — Conoscere la Carta Europea dei Diritti del Malato è il primo passo per trasformare la paura in consapevolezza, garantire ai nostri cari le cure migliori e assicurare che la loro dignità venga messa sempre al primo posto.
Quando ci si sente piccoli di fronte al camice bianco
L’ingresso in ospedale di un genitore anziano o di una persona con disabilità è spesso un momento traumatico. Oltre alla preoccupazione per la salute, subentra una sensazione di impotenza.
I corridoi asettici, i termini medici incomprensibili e la fretta del personale possono farci sentire “di troppo”. Spesso, per paura di disturbare o di subire ritorsioni involontarie sull’assistito, rimaniamo in silenzio anche quando qualcosa non va.
Ma è fondamentale ricordare una cosa: l’ospedale è un luogo di cura, non una prigione, e la persona che assistete non è un numero di letto, ma un essere umano con diritti inalienabili. Voi, come caregiver, siete la voce di quei diritti. Questa guida nasce per darvi la forza e gli strumenti per usarla.
I Pilastri Fondamentali: Oltre la Burocrazia
Esiste un documento prezioso, la Carta Europea dei Diritti del Malato, che stabilisce 14 diritti fondamentali. Non serve impararli a memoria, ma è essenziale conoscere quelli che impattano maggiormente sulla vita quotidiana in reparto.
1. Il Diritto all’Informazione e al Consenso
Spesso ci vengono messi davanti fogli da firmare con urgenza. Attenzione: la firma non è un atto burocratico, è un patto di fiducia. Il medico ha il dovere di spiegare la situazione clinica in linguaggio comprensibile. Non abbiate paura di dire: “Dottore, non ho capito, può spiegarmelo con parole più semplici?”.
Il consenso informato è valido solo se avete davvero capito rischi, benefici e alternative. Se la persona assistita non è in grado di intendere, siete voi (o l’amministratore di sostegno) a dover ricevere queste informazioni chiare.
2. Il Diritto al Tempo e all’Ascolto
Sembra un’utopia nei nostri ospedali sovraffollati, ma il tempo di ascolto è tempo di cura. Se il personale è sbrigativo, ricordate che avete il diritto di porre domande sulla terapia, sull’alimentazione e sull’igiene. La fretta non può mai giustificare la trascuratezza.
3. Il Diritto alla Dignità e alla Privacy
Questo è il punto che ci sta più a cuore. Una persona anziana o con disabilità non perde la sua dignità quando indossa il pigiama dell’ospedale.
Le visite mediche non devono avvenire con la porta aperta.
L’igiene personale deve essere garantita con regolarità e delicatezza.
Il dolore non è “normale”: avete il diritto di non soffrire inutilmente (Legge 38/2010 sulle cure palliative e terapia del dolore).
Cosa fare se qualcosa non va?
Se notate mancanze, la prima regola è mantenere la calma ma essere fermi. Non serve urlare in corridoio. Serve agire nei luoghi preposti:
Parlate con il Caposala (Coordinatore Infermieristico): È la figura chiave per risolvere problemi pratici (igiene, pasti, comportamento del personale).
Rivolgetevi all’URP: Ogni ospedale ha un Ufficio Relazioni con il Pubblico. È lì per accogliere segnalazioni e reclami. Lasciare una traccia scritta è molto più potente di una discussione verbale.
Tribunale per i Diritti del Malato: Presente in quasi tutti gli ospedali italiani, è un organismo di tutela (spesso gestito da Cittadinanzattiva) che offre supporto gratuito ai cittadini.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Noi di Sespera.it crediamo fermamente che la cura non sia solo somministrazione di farmaci, ma relazione umana. Troppo spesso vediamo famiglie “chiedere scusa” per esigere ciò che spetta loro di diritto.
Non dovete scusarvi per voler proteggere la dignità di vostra madre o di vostro padre. Siamo convinti che un caregiver informato e collaborativo sia una risorsa preziosa anche per i medici stessi. Non vedetevi come nemici del sistema sanitario, ma come alleati esigenti per il bene del vostro caro. La nostra missione è togliervi quel senso di solitudine e dirvi: avete il diritto di farvi sentire.
Cosa fare ora
Se avete un familiare ricoverato o in procinto di esserlo, ecco tre azioni concrete per ridurre l’ansia e aumentare il controllo sulla situazione:
Identificate un referente unico: Scegliete un membro della famiglia che parli con i medici. Questo evita informazioni frammentate e crea un rapporto di fiducia più solido con il dottore.
Create un “Diario Clinico”: Annotate su un quaderno orari delle visite, nomi dei farmaci, sintomi, e soprattutto le domande da fare quando passerà il medico. La memoria gioca brutti scherzi sotto stress, la carta no.
Localizzate l’URP: Appena arrivate in ospedale, cercate dove si trova l’Ufficio Relazioni con il Pubblico e prendete nota degli orari. Sapere a chi rivolgersi in caso di emergenza vi farà sentire più sicuri.
⚠️ Nota Importante sulla Normativa
Le informazioni qui riportate si basano sulla Carta Europea dei Diritti del Malato e sulla normativa italiana vigente. Tuttavia, ogni struttura sanitaria ha regolamenti interni specifici (es. orari di visita, accesso ai reparti). In caso di gravi negligenze mediche, il consiglio è sempre quello di documentare tutto e consultare un legale o le associazioni di tutela del malato prima di intraprendere azioni legali. La via del dialogo costruttivo con la Direzione Sanitaria è quasi sempre la strada più veloce per ottenere risultati immediati per il paziente.








