NON È SOLO QUESTIONE DI FORZA – È questione di leva, equilibrio e fiducia. Sollevare una persona non autosufficiente è la prima causa di mal di schiena per i caregiver. Scopri come farlo proteggendo la tua colonna vertebrale e la sicurezza del tuo caro.
Perché la tecnica conta più dei muscoli
Sollevare un anziano “di peso”, tirandolo per le braccia o sotto le ascelle, è l’errore più comune e pericoloso. Rischia di lussare le spalle fragili dell’anziano e di causare ernie discali a chi assiste. La movimentazione corretta si basa su un principio fondamentale: non sollevare, ma accompagnare. Bisogna sfruttare il peso del corpo, la gravità e i punti di appoggio per trasformare uno sforzo immane in un movimento fluido. Ricorda: la paura di cadere irrigidisce l’anziano, rendendolo “pesante come un macigno”. Un approccio calmo ed empatico scioglie questa tensione muscolare meglio di qualsiasi tecnica.
Preparazione: L’ambiente sicuro
Prima ancora di toccare la persona, bisogna “bonificare” la zona di manovra. Una scivolata in questa fase può essere disastrosa per entrambi, quindi prenditi un minuto per controllare lo spazio. Checklist Ambientale:
Spazio Libero: Rimuovete tappeti, ciabatte sparse e cavi elettrici dalla zona dove appoggerete i piedi.
Altezza del Letto: Se avete un letto ortopedico elettrico, alzatelo finché il materasso non arriva all’altezza dei vostri fianchi (per lavorare senza piegarvi) o abbassatelo affinché i piedi dell’anziano tocchino terra (per la fase di discesa).
Calzature: L’anziano deve indossare scarpe chiuse o calze antiscivolo prima di mettere i piedi a terra. Mai farlo alzare scalzo o con ciabatte aperte che scappano via.
La Comunicazione: Il “Terzo Braccio” del Caregiver
Spesso l’anziano non collabora non per pigrizia, ma per paura o incomprensione. Parlargli è parte della manovra.
Annunciate: “Adesso ci giriamo sul fianco, al mio tre.”
Toccate: Usate una presa ferma ma piatta (mano aperta), non “a tenaglia” (dita che stringono e lasciano lividi).
Calmate: Se sentite resistenza, fermatevi. “Hai paura di cadere? Ti tengo io, facciamo piano.” Nessuno ci corre dietro.
Fase 1: Dal Supino al Seduto (La manovra “a blocco”)
Questa è la parte più delicata. Non preoccuparti se le prime volte ti sembra macchinosa: con la pratica diventerà un unico gesto fluido. L’obiettivo è far sedere l’anziano sul bordo del letto senza strappi alla schiena.
Piegare le gambe: Iniziate facendo piegare le ginocchia all’anziano, appoggiando i piedi sul materasso.
Rotazione: Mettete una mano sulla spalla lontana e una sul ginocchio lontano. Al “via”, ruotate l’anziano in blocco verso di voi, facendolo mettere sul fianco.
Gambe fuori: Portate le gambe dell’anziano fuori dal bordo del letto. Questo è il trucco: il peso delle gambe che scendono farà da contrappeso naturale per aiutarvi ad alzare il busto.
La spinta: Mentre le gambe scendono, infilate un braccio sotto le spalle dell’anziano e accompagnatelo a sollevare il busto facendo perno sul bacino.
Stabilizzazione: Ora è seduto sul bordo. Fermatevi qui. Aspettate almeno un minuto: l’ipotensione ortostatica (calo di pressione) è frequente e, se si alza subito, potrebbe svenire. Approfittatene per respirare anche voi.
Fase 2: Dal Seduto all’In Piedi (Il trasferimento)
Ora che è seduto e stabile, bisogna portarlo in piedi o sulla sedia a rotelle. Immaginalo come un passo di danza: vi muovete insieme.
Posizione dei piedi: I piedi dell’anziano devono essere ben appoggiati a terra, leggermente divaricati. I vostri piedi devono bloccare i suoi (punta contro punta) per evitare che scivoli in avanti.
Presa sicura: Non tiratelo per le mani! È doloroso e pericoloso. Chiedete all’anziano di appoggiare le mani sulle vostre spalle o sui fianchi. Voi mettete le mani sulle sue scapole o sulla cintura dei pantaloni.
Il dondolo: Datevi il ritmo contando: “Uno, due e… SU”. Al tre, spostate il vostro peso all’indietro e invitate l’anziano a spingere sulle gambe.
Rotazione: Una volta in piedi, non fate passi laterali che sbilanciano. Ruotate sui piedi (facendo perno) per farlo sedere sulla sedia o carrozzina che avrete posizionato a 90° rispetto al letto.
Ausili che salvano la schiena
Nessuno nasce esperto e a volte la forza di volontà non basta. Se l’anziano non collabora o è molto pesante, non fate gli eroi: usate la tecnologia.
Maniglione da Letto: Una sponda che si infila sotto il materasso e offre un appiglio solido all’anziano per tirarsi su da solo.
Cintura di Trasferimento: Una fascia con maniglie che si mette in vita all’anziano. Permette al caregiver di afferrarlo saldamente senza tirare i vestiti o la pelle.
Disco Girevole: Si mette a terra sotto i piedi. Permette di ruotare l’anziano dal letto alla sedia senza dover torcere le ginocchia.
Sollevatore Idraulico/Elettrico: Indispensabile per pazienti totalmente non collaboranti.
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Il Punto di Vista di Sespera.it
Vediamo troppi caregiver con ernie e troppi anziani con lividi sulle braccia causati dalla fretta o dall’inesperienza. La movimentazione manuale dei carichi è una competenza che si impara, non un dono naturale. Non abbiate paura di ammettere che è difficile. Il nostro consiglio più accorato: se il vostro caro è diventato difficile da spostare, chiedete una consulenza domiciliare a un fisioterapista o a un infermiere esperto. Un’ora di “lezione” pratica a casa vostra vale più di mille guide lette online e può preservarvi la salute per anni.
Cosa fare ora: Checklist di Sicurezza
Prima di ogni alzata, verifica mentalmente questi 3 punti per partire sereno:
Freni: Se usi una carrozzina o un letto con ruote, i freni sono inseriti?
Calzature: L’anziano ha scarpe chiuse o antiscivolo?
Percorso: La sedia di arrivo è vicina e libera da ostacoli?
⚠️ Avvertenze Utili
Avvertenze Mediche Importanti Sespera.it è un portale informativo e non sostituisce il parere di un medico o fisioterapista. Se l’anziano lamenta dolore acuto durante il movimento, ha subito recenti fratture (es. femore) o interventi chirurgici (protesi d’anca), non improvvisate. Seguite rigorosamente le indicazioni post-operatorie fornite dall’ospedale, che spesso vietano determinati movimenti (come accavallare le gambe o flettere l’anca oltre i 90°).








