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Caos San Raffaele, la denuncia: “Infermieri senza formazione e rischi in corsia”

Infermiere in divisa blu stringe le mani di una donna anziana, supportata a sua volta da una donna più giovane, in un corridoio d'ospedale luminoso e moderno.

ALLARME SICUREZZA IN OSPEDALE — Una mail interna svela gravi carenze al San Raffaele: infermieri di cooperative esterne senza formazione, errori nelle terapie e dimissioni ai vertici. Ecco cosa devono sapere le famiglie.

 

 

Quando la fiducia nell’ospedale viene messa alla prova

 

Affidare un proprio caro alle cure di un ospedale è un atto di estrema fiducia. Immaginiamo che, una volta varcata quella soglia, nostro padre o nostra madre siano al sicuro, protetti da professionisti competenti. Per questo motivo, notizie come quella che arriva dall’Ospedale San Raffaele di Milano colpiscono allo stomaco: fanno paura e generano ansia in chi ha un familiare ricoverato.

Sapere che chi dovrebbe somministrare farmaci salvavita potrebbe non avere le competenze necessarie è l’incubo di ogni caregiver. Tuttavia, conoscere i fatti è il primo passo per non farsi prendere dal panico e capire come vigilare attivamente sul benessere dei nostri assistiti.

 

 

La denuncia: “Infermieri disorientati e terapie a rischio”

 

Tutto nasce da una segnalazione interna, una mail scritta da un medico di guardia la notte tra il 5 e il 6 dicembre. Il contenuto è allarmante: nel reparto “Iceberg” (che include aree critiche come le cure intensive), il personale infermieristico fornito da una cooperativa esterna si è dimostrato impreparato a gestire situazioni delicate.

Le criticità emerse sono molto serie:

  • Mancanza di formazione: Infermieri al primo turno che non sapevano dove trovare i farmaci e non avevano mai fatto affiancamento.

  • Incapacità tecnica: Operatori non in grado di usare i software ospedalieri (SAP) o macchinari vitali come la ventilazione meccanica (NIV).

  • Caos organizzativo: Carrelli dei farmaci in disordine, credenziali d’accesso condivise (una pratica rischiosa e irregolare) e terapie della notte risultate scadute o non registrate.

 

Le conseguenze immediate: dimissioni e indagini

La gravità della situazione non è passata inosservata. Il “Caos San Raffaele” ha portato a conseguenze immediate ai vertici della struttura: l’amministratore unico ha rassegnato le dimissioni ed è stato prontamente sostituito.

Nel frattempo, le istituzioni si sono mosse. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha avviato un’indagine dell’ATS, mentre i sindacati hanno presentato un esposto alla Polizia per denunciare il grave pericolo corso dai pazienti. È emerso che la gestione di reparti ad alta complessità era stata affidata a personale esterno privo delle qualifiche necessarie per quel livello di cura.

 

 

Il Punto di Vista di Sespera.it

 

Noi di Sespera.it crediamo fermamente che la dignità della persona venga prima di ogni logica di profitto o di gestione aziendale. L’utilizzo di cooperative esterne per coprire i turni è una pratica diffusa nella sanità italiana, spesso necessaria per carenza di personale, ma non può mai, in nessun caso, tradursi in un abbassamento della qualità delle cure.

Siamo vicini alle famiglie che hanno vissuto ore di angoscia e anche ai tanti operatori sanitari (medici e infermieri strutturati) che ogni giorno lavorano con coscienza e che, in questa occasione, hanno avuto il coraggio di denunciare per proteggere i pazienti. La sicurezza di un anziano o di una persona con disabilità non è negoziabile.

 

Cosa fare ora: 3 passi per tutelare il tuo caro

Se hai un familiare ricoverato e questa notizia ti ha spaventato, ecco tre azioni pratiche per monitorare la situazione senza creare conflitti inutili, ma mantenendo alta l’attenzione:

  1. Sii presente al cambio turno: Se possibile, cerca di essere in reparto durante gli orari di visita o al momento del passaggio di consegne. La tua presenza è un deterrente alla superficialità e ti permette di osservare se il personale sembra sicuro di sé o disorientato.

  2. Fai domande specifiche (con gentilezza): Non aver paura di chiedere: “Mio padre ha preso la terapia delle 8? È stata segnata in cartella?”. Chiedere conferma è un tuo diritto. Se vedi un operatore in difficoltà con un macchinario, chiama subito il caposala o il medico di turno.

  3. Tieni un “Diario del Ricovero”: Annota su un quaderno i nomi dei farmaci che il tuo caro deve prendere, gli orari e le eventuali procedure fatte. Se noti discrepanze, hai dei dati scritti su cui basare le tue richieste di chiarimento all’Ufficio Relazioni col Pubblico (URP).

 

⚠️ Avvertenze Mediche e Legali Importanti

In caso di sospetto errore medico o grave negligenza assistenziale (come la mancata somministrazione di un farmaco salvavita), è fondamentale non agire d’impulso.

  • Documentate l’accaduto (se possibile con foto o testimonianze).

  • Rivolgetevi immediatamente alla Direzione Sanitaria dell’ospedale o all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico).

  • In casi gravi, consultate un legale o un’associazione per i diritti del malato prima di sporgere denuncia formale, per assicurarvi di avere tutte le prove necessarie.

 

 

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