FESTIVITÀ IN BUSTA PAGA: REGOLE CHIARE PER FAMIGLIE E LAVORATORI Il 6 gennaio è una festività retribuita per tutti i domestici. Chi riposa viene pagato (regola di 1/6 per gli orari), chi lavora riceve una maggiorazione del 60%. Ecco come evitare errori.
Le vostre domande: facciamo chiarezza su diritti e doveri
Abbiamo ricevuto numerose richieste di informazioni in questi giorni. Molte famiglie e molti lavoratori ci scrivono preoccupati, temendo di sbagliare i calcoli o di non veder riconosciuti i propri diritti. L’Epifania, che “tutte le feste porta via”, lascia spesso dietro di sé dubbi burocratici: “Devo pagare anche se la badante non è venuta?”, “Quanto mi spetta se ho lavorato?”.
Siamo qui per sciogliere questi nodi. Non siete soli nella gestione di queste pratiche: conoscere le regole del Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) è il primo passo per un rapporto di lavoro sereno, basato sul rispetto reciproco e sulla trasparenza.
Le regole illustrate in questa guida per il 6 gennaio valgono per tutte le festività riconosciute dal CCNL Lavoro Domestico.
L’Epifania è utilizzata come esempio pratico, ma i criteri di pagamento, riposo e maggiorazione del 60% si applicano a tutte le “giornate rosse” previste dal contratto.
Il Principio Base: L’Epifania è una “Giornata Rossa”
Secondo l’articolo 16 del CCNL del Lavoro Domestico, il 6 gennaio è ufficialmente una festività nazionale. Questo significa che la giornata deve essere retribuita, indipendentemente dal fatto che il lavoratore presti servizio o meno. La regola si applica a tutte le figure:
Colf
Badanti
Babysitter
Personale convivente e non convivente.
Lo scopo della norma è garantire al lavoratore il diritto al riposo senza perdere potere d’acquisto, e alla famiglia la certezza di agire nella legalità.
Se il lavoratore resta a casa: il calcolo corretto
La maggior parte dei dubbi nasce quando il collaboratore domestico gode, giustamente, del riposo festivo. Il metodo di pagamento cambia in base al tipo di contratto.
A) Lavoratori pagati a ore (Non conviventi)
Per chi ha una paga oraria, il CCNL prevede un calcolo specifico per garantire equità, slegando il pagamento dai giorni effettivi di lavoro settimanale.
La retribuzione per la festività non lavorata è pari a 1/6 (un sesto) dell’orario settimanale standard. Questo vale sempre, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cade il 6 gennaio e se in quel giorno era previsto turno o meno.
Esempio Pratico Sespera.it: La signora Maria (colf) lavora 18 ore a settimana totali. Il 6 gennaio riposa.
Calcolo: 18 ore diviso 6 = 3 ore.
In busta paga: Maria riceverà il pagamento di 3 ore alla sua tariffa ordinaria, anche se è stata a casa.
B) Lavoratori con stipendio mensile (Fisso/Conviventi)
Per badanti conviventi o chi ha una paga mensilizzata, la gestione è più semplice, ma richiede una precisazione tecnica importante. Se il lavoratore non presta servizio, la festività del 6 gennaio è già inclusa nello stipendio mensile concordato.
Non bisogna aggiungere soldi extra se non si lavora.
Non si possono fare trattenute per l’assenza.
⚠️ Attenzione al calendario (La regola dell’1/26) C’è un’eccezione fondamentale da ricordare per il futuro: se la festività cade di domenica (che è già giorno di riposo settimanale), al lavoratore mensilizzato spetta un compenso aggiuntivo pari a 1/26 della retribuzione mensile globale di fatto. Poiché la domenica il lavoratore riposa “doppiamente” (sia per il riposo settimanale che per la festa), il CCNL impone questo pagamento extra. Quando invece l’Epifania cade in un giorno feriale (lunedì-sabato), non serve alcun calcolo aggiuntivo: è tutto compreso nel fisso.
Se il lavoratore presta servizio: scatta la maggiorazione
Ci sono situazioni in cui l’assistenza non può fermarsi. Se chiedete alla badante o alla colf di lavorare proprio il giorno dell’Epifania, la legge prevede una ricompensa per il disagio del lavoro festivo.
In questo caso, al lavoratore spettano:
La retribuzione per le ore effettivamente lavorate.
Una maggiorazione del 60% sulla paga oraria per quelle stesse ore.
(Per i mensilizzati) La giornata è già pagata, quindi si aggiungono solo le ore lavorate con la maggiorazione.
Esempio Pratico Sespera.it: Luca (badante a ore) guadagna 10€ l’ora. Il 6 gennaio lavora 5 ore per un’emergenza.
Paga base: 50€ (5 ore x 10€).
Maggiorazione 60%: 30€ (60% di 50€).
Totale da pagare: 80€ per quella giornata.
Il caso particolare dei Conviventi (Vitto e Alloggio)
Se una badante convivente lavora il 6 gennaio:
Riceve lo stipendio mensile normale.
IN PIÙ: Vengono pagate le ore lavorate con la maggiorazione del 60%.
Se usufruisce del vitto e alloggio in natura, non cambia nulla. Se invece quel giorno non ne usufruisce (o se previsto diversamente dal contratto), va considerato il valore convenzionale di vitto e alloggio.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Noi di Sespera.it crediamo che la busta paga non sia solo un foglio di calcolo, ma uno specchio della relazione di cura. Applicare correttamente le maggiorazioni o il pagamento del festivo non è solo un obbligo legale per evitare vertenze sindacali (che costano care), ma è un atto di riconoscimento.
Dire alla propria badante: “So che oggi è festa, ecco il compenso corretto come da contratto” rafforza il legame di fiducia. Una famiglia attenta crea un lavoratore più motivato e sereno accanto al proprio caro anziano. La precisione scaccia le incomprensioni.
Cosa fare ora: 3 step pratici
Verificate il contratto: Controllate se il vostro collaboratore è inquadrato a ore o mensilizzato per applicare la regola giusta (1/6 o stipendio fisso).
Segnate le ore: Se il 6 gennaio c’è stato lavoro attivo, annotate precisamente le ore di inizio e fine servizio per calcolare il 60% in più.
Comunicate: Parlate con il vostro consulente del lavoro o CAF prima che venga elaborata la busta paga di gennaio, specificando se quel giorno c’è stato riposo o lavoro.
❗Nota Importante sulla Normativa
Le informazioni qui riportate fanno riferimento al CCNL Lavoro Domestico vigente (Assindatcolf, Fidaldo, Domina, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil). Evitate accordi verbali “fuori busta” per le festività: in caso di contestazione futura, i pagamenti in contanti non tracciati per lavoro festivo sono difficilissimi da dimostrare e vi espongono a rischi di vertenza molto onerosi.
⚠️Avvertenza editoriale
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative.
Sespera.it non è un CAF, né un consulente del lavoro, né un intermediario abilitato e i contenuti pubblicati non costituiscono consulenza fiscale, contributiva o giuslavoristica personalizzata.
Le informazioni riportate si basano sulla normativa e sul CCNL Lavoro Domestico vigenti alla data di pubblicazione, ma l’applicazione delle regole può variare in base alla situazione specifica del datore di lavoro e del lavoratore.
Prima di effettuare calcoli, pagamenti o comunicazioni ufficiali (buste paga, contributi, dichiarazioni, CU, ecc.), si consiglia di verificare sempre i dati con un CAF, un consulente del lavoro o un professionista abilitato.








