IL BUSINESS DELLA PAURA. “È obbligatorio per legge”: con questa bugia convincevano le vittime a strisciare il bancomat per cifre gonfiate.
Il business della paura: un sistema criminale da 2,8 milioni di euro
La Guardia di Finanza di Salò ha svelato un sistema criminale capillare attivo in tutto il Nord e Centro Italia. Oltre 2,8 milioni di euro sottratti a persone sole o fragili sfruttando il timore di fughe di gas e sanzioni inesistenti. Ecco come funzionava la trappola e cosa devono sapere i familiari per prevenire nuovi raggiri.
Quando la paura di una fuga di gas diventa la leva della truffa
Non vendevano solo un apparecchio inutile, vendevano la falsa tranquillità manipolando l’emozione più potente: la paura per la propria incolumità. L’indagine, partita da alcune denunce nel bresciano e coordinata dalla Procura, ha portato alla luce un’organizzazione composta da 49 persone. Il bilancio è pesante: 208 truffe accertate sparse tra Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto. Le Fiamme Gialle hanno eseguito misure cautelari e sequestrato beni per 2,84 milioni di euro. Sotto il profilo penale, non si tratta di semplici vendite aggressive, ma di reati gravi: associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, proprio perché commessa approfittando dell’età avanzata e della buona fede delle vittime (la cosiddetta “minorata difesa”).
Il meccanismo del raggiro: il “Trucco del POS”
La truffa era ingegnerizzata in due fasi distinte, studiate per disarmare la diffidenza dell’anziano.
Fase 1: La Bugia Normativa
I venditori si presentavano alla porta, spesso con tesserini contraffatti o divise simili a quelle di tecnici del gas, affermando che “è uscito un nuovo obbligo di legge” che impone l’installazione di un rilevatore di fughe di gas in ogni abitazione. La verità: Non esiste alcun obbligo di legge per i privati cittadini di installare questi dispositivi in casa. È una menzogna usata per fare leva sulla paura di multe o di incidenti.
Fase 2: La Manipolazione Digitale (POS)
Una volta convinta la vittima a firmare un contratto (spesso per una cifra dichiarata verbalmente, es. 200 euro), scattava la trappola tecnologica. Al momento del pagamento con carta o bancomat, il truffatore digitava sul POS una cifra molto più alta (es. 1.000 o 2.000 euro) rispetto a quella pattuita. Approfittando della difficoltà visiva dell’anziano o distraendolo, gli facevano digitare il PIN, prelevando somme ingenti in pochi secondi. I soldi venivano poi immediatamente spostati su conti correnti intestati a prestanome per renderne difficile il tracciamento (riciclaggio).
Il Punto di Vista di Sespera.it
Questa operazione ci colpisce perché dimostra un salto di qualità nella criminalità predatoria. Non siamo più di fronte al truffatore solitario, ma a vere e proprie aziende del crimine che formano i venditori a manipolare psicologicamente l’anziano. È fondamentale smettere di colpevolizzare le vittime pensando che siano state “ingenue”. Questi criminali sono professionisti della persuasione, capaci di confondere anche persone lucide. La vergogna che prova l’anziano dopo il furto è il miglior alleato dei truffatori: spesso non denunciano per paura di essere giudicati dai figli. Noi siamo dalla parte delle vittime: essere truffati non è una colpa, è un reato subito.
Come riconoscere la truffa (Guida per Caregiver e Famiglie)
Condividete queste regole d’oro con i vostri genitori o assistiti:
Nessun obbligo esiste: Se qualcuno suona alla porta dicendo che “è obbligatorio mettere il rilevatore”, sta mentendo. Chiudete subito.
Gli Enti non vendono a casa: Le aziende del gas (Enel, A2A, Hera, ecc.) o il Comune non mandano mai personale a casa per riscuotere denaro o vendere apparecchi.
La regola del “Non apro”: Non aprite mai a sconosciuti non annunciati. Chiamate il 112 o il vostro fornitore del gas per verificare prima di aprire.
Occhio al POS: Se proprio dovete pagare, prendete il POS in mano, mettete gli occhiali e leggete la cifra sul display prima di digitare il PIN.
Conservate tutto: Se avete ricevuto visite sospette, conservate eventuali biglietti da visita, volantini o contratti “strani”. Possono essere prove preziose per le Forze dell’Ordine.
⚠️ Avvertenze Utili
In caso di visita sospetta, non esitate a chiamare il 117 (Guardia di Finanza) o il 112. Sespera.it ricorda che le forze dell’ordine consigliano sempre di denunciare, anche se la cifra sottratta sembra piccola o se è passato del tempo. La denuncia aiuta a ricostruire la mappa criminale, come avvenuto in questa indagine partita da poche segnalazioni a Salò.








