NON È SOLO UN BONUS. È una rivoluzione nell’assistenza domiciliare. Per la prima volta, lo Stato eroga un assegno aggiuntivo pesante (850 euro) vincolato però all’assunzione regolare. Ecco la guida definitiva per capire chi rientra nei requisiti stringenti e come non perdere il diritto.
Un patto tra Stato e Famiglie: aiuto in cambio di regolarità
Fino a ieri, l’Indennità di Accompagnamento era una somma “libera”: la famiglia la riceveva e poteva spenderla come voleva. Con la Prestazione Universale (introdotta dal D.Lgs attuativo della Legge 33/2023), cambia tutto. Siamo di fronte a una sperimentazione biennale (2025-2026) che ha un obiettivo chiaro: dare più soldi alle famiglie con bisogni gravissimi, ma sconfiggere il lavoro nero. In sintesi: lo Stato ti dà circa 1.380 euro al mese totali, ma la parte aggiuntiva devi dimostrare di averla spesa per una badante in regola o una ditta di servizi.
La Checklist dei Requisiti (Chi è dentro e chi è fuori)
Non basta essere anziani. I paletti fissati dall’INPS sono molto rigidi. Per accedere alla Prestazione Universale nel 2026, dovete spuntare TUTTE e 4 queste caselle:
- Età: Aver compiuto almeno 80 anni.
- Invalidità: Essere già titolari di Indennità di Accompagnamento.
- Economia: Avere un ISEE Sociosanitario (non ordinario!) non superiore a 6.000 euro.
- Gravità: Avere un “bisogno assistenziale gravissimo”. ⚠️ Attenzione: Questo livello viene valutato dall’INPS incrociando i dati dell’invalidità con scale di valutazione specifiche. Non tutti gli invalidi al 100% sono automaticamente “gravissimi”.
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Quanto spetta esattamente (Attenzione: non toglie l’accompagnamento)
È fondamentale chiarire un dubbio diffuso: la Prestazione Universale NON elimina l’indennità di accompagnamento, ma la assorbe e la affianca con una quota integrativa vincolata. Nessuno perderà il diritto acquisito.
L’assegno totale si compone di due voci:
- Quota Fissa (Accompagnamento): Circa 530 euro (rivalutati annualmente). Questa somma rimane garantita e “libera”.
- Quota Integrativa (Assegno di Assistenza): 850 euro mensili aggiuntivi.
TOTALE MENSILE: Circa 1.380 euro.
⚠️ Il vincolo di spesa (Obbligatorio)
La “Quota Integrativa” di 850 euro non è un regalo. È un rimborso spese anticipato. La norma dice chiaramente che questi soldi devono essere utilizzati per:
- Stipendio di una badante con contratto regolare (CCNL Lavoro Domestico).
- Acquisto di servizi da imprese o cooperative qualificate nel settore dell’assistenza.
Cosa succede se non li spendo? Se non dimostrate la spesa (es. non avete un contratto attivo o la spesa è inferiore), l’INPS revoca la quota integrativa e chiede la restituzione delle somme percepite indebitamente.
La procedura passo dopo passo
Non esiste automatismo. Se pensate di avere i requisiti, dovete attivarvi.
Passo 1: L’ISEE Sociosanitario È il primo scoglio. Recatevi a un CAF e chiedete l’ISEE Sociosanitario (o Ristretto) per l’anziano. Se supera i 6.000 euro, la procedura si ferma subito.
Passo 2: La Domanda Telematica Si presenta tramite il portale INPS (con SPID/CIE del beneficiario) o tramite Patronato. Nella domanda si dichiara di possedere i requisiti e ci si impegna a rendicontare la spesa.
Passo 3: La Verifica Assistenziale L’INPS verificherà negli archivi se il livello di disabilità certificato corrisponde al parametro “gravissimo”. In alcuni casi potrebbe essere richiesta una visita di revisione.
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Domande frequenti sulla Prestazione Universale (FAQ)
Rispondiamo ai dubbi più comuni che riceviamo in redazione.
- La Prestazione Universale è cumulabile con la pensione? Sì, è cumulabile con i redditi da pensione e previdenziali. Il limite di reddito è calcolato sull’ISEE Sociosanitario, che tiene conto di franchigie specifiche per la disabilità.
- Se cambio badante perdo il bonus? No, purché ci sia continuità contrattuale. Se licenziate una badante e ne assumete un’altra (o passate a una cooperativa), l’importante è che la spesa mensile documentata copra la quota integrativa.
- Serve comunicare le spese all’INPS? Assolutamente sì. La procedura prevede la verifica dell’esistenza di un rapporto di lavoro domestico attivo nel database INPS. Se il contratto cessa e non viene riattivato, l’erogazione si ferma.
- È compatibile con l’Assegno di Inclusione (ADI)? Sì, ma l’importo della prestazione potrebbe incidere sul calcolo del reddito familiare ai fini ADI. Consigliamo una simulazione al Patronato.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Noi di Sespera accogliamo questa misura con un applauso a metà. L’Applauso: Finalmente si riconosce che l’assistenza costa e che 500 euro non bastano. Vincolare l’aiuto al contratto regolare è l’unica via per dare dignità alle lavoratrici e sicurezza agli anziani. Il Dubbio: La soglia ISEE a 6.000 euro è bassissima. Taglia fuori la stragrande maggioranza delle famiglie del ceto medio che faticano enormemente.
La nostra promessa: Sespera.it continuerà a monitorare questa sperimentazione perché da qui passa il futuro dell’assistenza domiciliare in Italia: o diventa un diritto per molti, o resterà un privilegio per pochi.
Cosa fare ora
- Verifica ISEE: Controllate subito il vostro ISEE Sociosanitario. Se siete a 6.100 euro, verificate col CAF se ci sono errori o variazioni.
- Regolarizzate: Se avete una badante “in nero” o “grigia” e rientrate nei requisiti, questo è il momento di metterla in regola. Gli 850 euro coprono gran parte dei contributi e dello stipendio extra.
- Attenzione alla “Rendicontazione”: Conservate buste paga, MAV dei contributi e fatture. L’INPS farà controlli.
⚠️Avvertenze Utili
Rischio Restituzione Se attivate la Prestazione Universale ma poi licenziate la badante o non spendete la cifra per l’assistenza, dovete comunicarlo tempestivamente all’INPS per sospendere l’erogazione degli 850 euro. In caso contrario, dovrete restituire tutto con gli interessi.








