UN MOMENTO DI DOPPIA DIFFICOLTÀ – Il lutto e l’incertezza professionale. Quando un anziano viene a mancare, la badante perde non solo una persona di cui si prendeva cura, ma anche il lavoro e, spesso, la casa. Facciamo chiarezza su cosa prevede la legge per tutelare la lavoratrice e cosa devono fare i familiari per chiudere il rapporto correttamente.
La fine del rapporto: Automatismo e delicatezza
La morte del datore di lavoro (l’assistito) determina la risoluzione automatica del contratto. Non serve una lettera di licenziamento motivata: l’evento luttuoso è di per sé la causa della chiusura. Tuttavia, la burocrazia non si ferma: gli eredi diventano temporaneamente i responsabili legali per la chiusura delle pendenze economiche e amministrative (comunicazione all’INPS e pagamento della liquidazione).
Il Preavviso: Si lavora o si paga?
Questo è il punto che crea più confusione. Normalmente, quando un rapporto finisce, si lavora il periodo di preavviso. Nel caso di morte dell’assistito, però, il rapporto cessa immediatamente. Poiché la prestazione lavorativa (l’assistenza) non è più possibile, la badante non può lavorare il preavviso.
Di conseguenza, la legge prevede che gli eredi debbano pagare alla lavoratrice l’Indennità di Mancato Preavviso. Sono soldi che vengono aggiunti alla busta paga finale. Quanto spetta? Dipende dall’orario e dall’anzianità (art. 39 CCNL):
Rapporti superiori a 25 ore settimanali (es. conviventi):
Fino a 5 anni di anzianità: 15 giorni di calendario pagati.
Oltre i 5 anni di anzianità: 30 giorni di calendario pagati.
Rapporti fino a 25 ore settimanali:
Fino a 2 anni di anzianità: 8 giorni di calendario.
Oltre i 2 anni: 15 giorni di calendario.
Nota importante per le conviventi: L’indennità di preavviso serve anche a dare alla badante il tempo economico per trovare una nuova sistemazione, dato che dovrà lasciare l’alloggio dell’assistito.
La Liquidazione Finale (TFR e ratei)
Oltre al preavviso, gli eredi devono saldare tutte le spettanze maturate fino all’ultimo giorno di vita dell’assistito. La “busta paga finale” dovrà contenere:
TFR (Trattamento di Fine Rapporto): Tutta la somma accantonata negli anni di servizio e non ancora liquidata. È un diritto inalienabile.
Ferie non godute: I giorni di ferie maturati e non fatti vanno pagati in denaro.
Tredicesima: La quota di tredicesima maturata dall’inizio dell’anno fino al giorno del decesso.
Indennità di vitto e alloggio (solo per conviventi): Se le ferie o il preavviso vengono pagati in denaro, bisogna calcolare anche la quota sostitutiva di vitto e alloggio per quei giorni.
Disoccupazione (NASpI): La badante ne ha diritto?
Assolutamente SÌ. La cessazione per morte del datore di lavoro è considerata una perdita involontaria dell’occupazione. La badante ha diritto a richiedere la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) se possiede i requisiti base:
Stato di disoccupazione (bisogna dare disponibilità al Centro per l’Impiego).
Almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni.
Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti.
⚠️ Attenzione alle scadenze: La domanda va fatta telematicamente all’INPS (o tramite Patronato) entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.
E se la badante era in malattia?
Se l’assistito muore mentre la badante è in malattia (o in maternità/infortunio), il rapporto di lavoro cessa comunque alla data del decesso. La malattia non “blocca” la chiusura del contratto in questo caso specifico. I contributi e la retribuzione si calcolano fino al giorno della morte del datore di lavoro.
Il Punto di Vista di Sespera.it
In questi momenti dolorosi, la correttezza formale è il miglior modo per onorare il rapporto umano che si è creato. Spesso gli eredi, travolti dal lutto, dimenticano gli obblighi verso la badante o, peggio, le chiedono di lasciare casa su due piedi. Il nostro consiglio alle famiglie: siate umani. Anche se la legge dice che il contratto finisce subito, concedete alla badante (se convivente) qualche giorno di cortesia per organizzare il trasloco, mentre le liquidate quanto dovuto. Alle badanti ricordiamo: questi diritti esistono solo se c’è un contratto regolare. Il lavoro nero, di fronte alla morte dell’assistito, lascia la lavoratrice senza TFR, senza preavviso e senza disoccupazione. Regolarizzare conviene sempre.
Cosa fare subito: Checklist per Badanti e Famiglie
Quando il dolore lascia spazio alle necessità burocratiche, seguite questi 4 passaggi essenziali per evitare problemi futuri:
Chiudere l’INPS: Comunicare la cessazione entro 5 giorni (causale: “Decesso datore di lavoro”).
Calcoli finali: Rivolgersi a un CAF per quantificare TFR, ferie, tredicesima e indennità di mancato preavviso.
Certificazione Unica (CU): Gli eredi devono rilasciare la CU provvisoria alla badante (servirà per ISEE e 730).
Domanda NASpI: La badante deve recarsi subito al Patronato per attivare la disoccupazione.
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⚠️ Nota Importante sulla Normativa
Le procedure di chiusura del rapporto di lavoro domestico sono regolate dal CCNL e dalle norme INPS. Ricordiamo che Sespera.it è un portale informativo e non è un CAF, un Patronato né l’INPS. Per il calcolo esatto della liquidazione e l’invio telematico delle dimissioni/cessazione, vi invitiamo a rivolgervi a un consulente del lavoro o a un patronato.








