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Legge 106/2025: come cambia la vita dei lavoratori fragili e l’integrazione con la Legge 104

Lavoratore organizza documenti medici e calendario per permessi Legge 106.
Nota di aggiornamento: Informazioni aggiornate a Settembre 2025. La Legge è in vigore dal 9 agosto 2025, ma alcune misure saranno operative dal 1° gennaio 2026.

 

UNA RIFORMA ATTESA. Non sostituisce la storica 104, ma aggiunge strumenti mirati per chi affronta malattie lunghe e croniche. Ecco cosa sapere per non perdere i diritti.

 

 

Facciamo chiarezza: non è una “nuova 104”

 

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare della Legge 106/2025, spesso definita impropriamente come una “nuova 104”. La realtà è diversa e merita chiarezza: questa norma non cancella il passato, ma prova a colmare un vuoto normativo per chi convive con patologie gravi che richiedono cure costanti, ma non sempre rientrano nei rigidi schemi dell’assistenza continuativa prevista dalla legge del 1992.

 

 

Quando la malattia non guarda l’orologio: perché serviva una nuova norma

 

Per anni, molti lavoratori affetti da patologie oncologiche o cronico-degenerative si sono trovati in un limbo: troppo malati per lavorare a pieno ritmo, ma con strumenti di tutela (come i permessi della Legge 104) pensati più per l’assistenza alla disabilità che per la gestione di terapie personali lunghe e intermittenti. La Legge 18 luglio 2025, n. 106 interviene qui. Riconosce che la fragilità sanitaria ha bisogno di tempi propri, diversi da quelli della produzione, e offre una boccata d’ossigeno a chi deve dividersi tra corsie d’ospedale e ufficio. Non è una soluzione definitiva, ma è il primo passo verso il riconoscimento del “lavoratore fragile” come categoria giuridica specifica.

 

 

Chi sono i beneficiari reali

 

Non tutti rientrano in questa normativa. La legge è selettiva e si rivolge a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che presentano:

  • Patologie oncologiche;

  • Patologie invalidanti o croniche, anche rare;

  • Una percentuale di invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%.

 

 

10 ore in più: l’integrazione con la Legge 104

 

La novità più immediata, che sarà operativa dal 1° gennaio 2026, riguarda i permessi brevi. La Legge 106 introduce 10 ore annue di permessi retribuiti aggiuntivi. Cosa significa nella pratica? Significa che queste ore si sommano ai 3 giorni mensili già previsti dalla Legge 104 (per chi ne è titolare). Sono pensate specificamente per visite, esami strumentali e terapie. A differenza di altri congedi, queste ore:

  • Sono retribuite interamente dal datore di lavoro;

  • Sono coperte da contribuzione figurativa (non si perdono soldi sulla pensione);

  • Spettano anche ai genitori di figli minori con le stesse gravi patologie.

 

 

Il “salvagente” dei 24 mesi (e il suo costo)

 

La misura strutturale più potente, ma anche più discussa, è il congedo non retribuito fino a 24 mesi. Chi esaurisce i giorni di malattia (il cosiddetto periodo di comporto) e le ferie, spesso rischia il licenziamento. La Legge 106 blocca questo rischio: permette di assentarsi dal lavoro, in modo continuativo o frazionato, fino a due anni conservando il posto. Attenzione però al rovescio della medaglia: Durante questo periodo non viene erogato stipendio e non maturano contributi pensionistici (salvo la possibilità di pagarli volontariamente tramite riscatto). È una tutela del posto di lavoro, non del reddito. Questo aspetto la rende una misura di emergenza fondamentale, ma economicamente sostenibile solo per chi ha spalle coperte o risparmi.

 

 

Smart Working e Lavoro Autonomo: le altre novità

 

La legge prova ad adeguare il lavoro alla vita, e non viceversa.

  1. Priorità Smart Working: Al rientro dal congedo, o durante le terapie, il lavoratore fragile ha priorità nell’accesso al lavoro agile, se la mansione lo consente. Non è un obbligo assoluto per l’azienda (che può opporre esigenze organizzative), ma è un diritto di precedenza forte.

  2. Autonomi e Partite IVA: Per la prima volta, anche professionisti e collaboratori coordinati e continuativi ottengono una tutela. In caso di patologie gravi, possono sospendere l’attività fino a 300 giorni l’anno mantenendo attiva la posizione previdenziale (senza doverla chiudere e riaprire). Anche qui, non c’è indennità economica, ma tutela burocratica.

 

 

Il Punto di Vista di Sespera.it

 

Accogliamo la Legge 106/2025 con favore, ma con il realismo che ci contraddistingue. Vediamo ogni giorno famiglie che lottano per mantenere il lavoro mentre affrontano chemioterapie o malattie degenerative. L’integrazione delle 10 ore è un segnale positivo, ma la vera sfida sarà il congedo non retribuito: per molti nostri lettori, restare due anni senza stipendio è impossibile. Noi crediamo che questa legge sia una base di partenza, non un traguardo. Il nostro consiglio è di usarla strategicamente: sfruttate i permessi retribuiti per le terapie e considerate il congedo lungo come ultima ratio per salvare il posto di lavoro quando non ci sono alternative, pianificando attentamente l’aspetto economico.

 

Cosa fare ora

Poiché alcune misure partiranno dal 2026 e altre sono già attive:

  1. Verificate il verbale: Controllate se la vostra percentuale di invalidità è pari o superiore al 74%. Se è inferiore, non potete accedere a queste misure specifiche.

  2. Dialogate con l’azienda: Se avete necessità di smart working per motivi di salute, citate la Legge 106/2025 come base per la richiesta di priorità.

  3. Preparate la documentazione: Iniziate a raccogliere le certificazioni specialistiche (oncologo, specialista di struttura pubblica) che attestino la necessità delle cure.

 

⚠️ Avvertenze Utili

Nota Importante sulla Normativa: Sespera.it non è un CAF né l’INPS. L’accesso alle 10 ore retribuite sarà possibile solo dal 1° gennaio 2026. Fino ad allora, valgono le regole attuali della Legge 104 e del contratto nazionale di riferimento. Aggiornamento INPS: Siamo in attesa della circolare attuativa (prevista entro fine 2025) che definirà i codici operativi per la richiesta dei permessi. Aggiorneremo questo articolo appena disponibile.

Hai bisogno di orientamento? Se stai vivendo una situazione simile, su Sespera.it trovi guide gratuite e servizi informativi dedicati a lavoratori fragili e famiglie.

 

 

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🛈 Disclaimer Legale: Le informazioni riportate hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere di medici o professionisti qualificati. Sespera.it non garantisce l’aggiornamento in tempo reale di tutte le normative citate. Si invita sempre alla verifica presso fonti ufficiali.

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