LA SECONDA DOMENICA DI MAGGIO – Non è solo fiori e cioccolatini. Quando la mamma invecchia, questa ricorrenza diventa l’occasione per restituire, con un gesto di tenerezza, le infinite cure che abbiamo ricevuto da bambini.
Maggio, le Rose e la Memoria
Mentre le origini antiche della festa risalgono ai culti greci e romani per le divinità della fertilità, per le nostre mamme (nate negli anni ’30, ’40 o ’50) questa festa ha un sapore preciso: profuma di maggio, di rose e di devozione mariana. In Italia, la tradizione si è consolidata negli anni ’50, intrecciando la celebrazione civile con quella religiosa del “Mese della Madonna”. Per una donna anziana, che per decenni è stata il pilastro accudente della famiglia, vedere il proprio ruolo riconosciuto non è vanità: è identità. Festeggiarla significa dirle: “Mamma, anche se oggi sei fragile e sono io ad aiutarti a camminare, tu resti l’origine della mia forza”.
La Psicologia del Dono: Perché rifiutano i regali?
“Non spendere soldi per me, ho troppe cose”. È la frase classica. Dietro questo rifiuto non c’è solo parsimonia, c’è una verità psicologica: nella terza età, il desiderio di possesso svanisce. Spesso subentra il timore del disordine o la consapevolezza di non aver bisogno di nuovi vestiti o soprammobili. Insistere con un regalo materiale (una borsa, un elettrodomestico) può creare disagio. Di cosa ha bisogno davvero una mamma anziana?
Di sentirsi ancora “bella” e curata.
Di contatto fisico (carezze, abbracci).
Di vedere la continuità della famiglia (figli e nipoti).
Idee per un Regalo di “Cura e Bellezza”
Se la mamma non vuole oggetti, regalatele sensazioni. Ecco tre idee focalizzate sul benessere e sulla tenerezza.
1. Il “Rituale di Bellezza” Casalingo
Con l’età e i dolori articolari, molte donne faticano a prendersi cura di sé come un tempo. Invece di regalarle una crema che resterà nel cassetto, regalale l’applicazione della crema. Dedica un’ora a farle una manicure delicata, a pettinarle i capelli con dolcezza o a massaggiarle le mani con una lozione profumata. Il tocco delle tue mani sulle sue (quelle mani che hanno lavorato una vita per te) è un linguaggio d’amore potentissimo che la farà sentire accudita e preziosa.
2. L’Eredità Culinaria (Il Quaderno delle Ricette)
Anche se la mamma non cucina più, la sua cucina è parte della storia familiare. Siediti con lei e un bel quaderno vuoto. Chiedile di dettarti, passo dopo passo, la ricetta del suo ragù, della sua torta di mele o di quel piatto che solo lei sapeva fare. Scriverlo sotto sua dettatura la farà sentire indispensabile e saggia. È un modo per dirle: “Il tuo sapere è prezioso e non andrà perduto”.
3. I Fiori (ma quelli giusti)
I fiori non sono mai banali per una signora di altri tempi, ma sceglieteli con cura. Evitate mazzi enormi difficili da gestire. Optate per una pianta di rose in vaso (se ha un balcone) o un mazzo piccolo e profumato (fresie, mughetti o peonie) che possa tenere sul comodino. Il profumo dei fiori è uno stimolo sensoriale fortissimo che rievoca immediatamente la primavera e la giovinezza.
Se la Mamma è in Casa di Riposo (RSA)
In struttura, la Festa della Mamma può essere un giorno malinconico se passato in solitudine.
Portate la primavera: Una piccola pianta fiorita colorata illumina la stanza grigia dell’istituto.
L’Album dei volti: Se la memoria vacilla, portate un piccolo album con le foto grandi e chiare dei figli e dei nipoti, con i nomi scritti sotto. Guardarlo insieme è un esercizio cognitivo, ma soprattutto emotivo.
Il permesso speciale: Se la salute lo consente e il meteo è clemente, il regalo più bello è portarla fuori anche solo per mezz’ora. Un gelato o un caffè presi “fuori”, al sole, restituiscono una sensazione di normalità impagabile.
Il Punto di Vista di Sespera.it
C’è un momento nella vita in cui ci accorgiamo che le mani della nostra mamma sono diventate più fragili delle nostre. È un momento che fa paura, ma che porta con sé una dolcezza infinita. Non sprecate la Festa della Mamma cercando il regalo costoso all’ultimo minuto. Il regalo perfetto è la calma. Sedetevi accanto a lei, spegnete il cellulare, prendetele la mano e lasciate che vi racconti per l’ennesima volta di quando eravate piccoli. In quel momento, le state restituendo la vita che lei vi ha donato.







