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Decreto anziani: Fnomceo chiede un ruolo attivo per i medici nei progetti di telemedicina

Medico di base in videoconsulto con anziano, ambiente domestico tecnologico ma familiare

Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, critica la bozza del Decreto anziani per l’esclusione dei medici di medicina generale dai progetti pilota di telemedicina per gli anziani. Secondo Anelli, i medici devono avere un ruolo attivo nella presentazione e gestione dei piani territoriali.

 

 

Decreto anziani: i medici restano fuori dai progetti di telemedicina?

 

La nuova bozza del Decreto attuativo relativo all’assistenza domiciliare agli anziani, conosciuto come Decreto anziani, sta facendo discutere. Il motivo? La totale esclusione dei medici di medicina generale dalla possibilità di proporre progetti di telemedicina a supporto degli anziani fragili. Un’assenza che preoccupa la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) e il suo presidente Filippo Anelli, che chiede un ruolo proattivo per la categoria.
Ma cosa prevede esattamente il Decreto? Perché i medici sono stati tagliati fuori? E quali sono i possibili effetti sull’assistenza sanitaria degli anziani?

 

 

Cosa prevede il Decreto anziani in tema di telemedicina

 

La bozza del decreto, anticipata da fonti di stampa specializzata, introduce nuovi strumenti per potenziare l’assistenza domiciliare agli anziani con fragilità e patologie croniche. Tra questi, una parte centrale è occupata dalla telemedicina, vista come strumento strategico per monitorare la salute degli anziani direttamente da casa, riducendo accessi impropri al pronto soccorso e ai servizi territoriali.

I progetti pilota potranno essere proposti da:

  • Enti pubblici e privati accreditati
  • Infermieri di famiglia e di comunità
  • Farmacie territoriali

Sorprendentemente, nessun ruolo attivo è previsto per i medici di medicina generale (MMG), i principali referenti di cura degli anziani sul territorio. Secondo il testo, i medici potranno solo “verificare la compatibilità” delle iniziative con la loro attività, ma non potranno esserne promotori né coordinatori.

 

 

L’allarme della Fnomceo: “Medici esclusi, scelta pericolosa”

 

A lanciare l’allarme è il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, che in una nota ufficiale sottolinea come questa esclusione rischi di indebolire l’efficacia della presa in carico domiciliare:

“I medici non possono essere semplici spettatori: devono essere attori centrali nei progetti di assistenza, soprattutto in ambito domiciliare dove la continuità di cura è fondamentale.”

Secondo Anelli, lasciare la gestione delle progettualità agli infermieri e alle farmacie, senza l’integrazione con le competenze cliniche del medico, potrebbe generare percorsi assistenziali spezzettati, poco personalizzati e non sempre coordinati.

 

 

Perché serve il coinvolgimento dei medici?

 

I medici di famiglia sono le figure che conoscono più a fondo le condizioni cliniche e sociali dei loro pazienti anziani. Hanno accesso alla loro storia sanitaria, ne seguono l’evoluzione e, soprattutto, gestiscono farmaci, cronicità e urgenze.

Escluderli dai progetti di telemedicina significa:

  • Rinunciare alla visione clinica globale del paziente
  • Limitare l’efficacia della presa in carico integrata
  • Compromettere la personalizzazione dei percorsi di cura

Inoltre, gli stessi medici sono organizzati in Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), strutture già operative che potrebbero presentare e gestire progetti innovativi in modo capillare e professionale.

 

 

Il ruolo chiave delle AFT e la richiesta al Governo

 

Anelli propone che siano proprio le AFT – che riuniscono più medici di base in un’unica rete – a diventare soggetti proponenti di progetti pilota. Questa proposta, se accolta, garantirebbe:

  • Presa in carico multidisciplinare reale
  • Continuità medico-infermieristica
  • Valutazione clinica specialistica integrata

La Fnomceo chiede ora un intervento correttivo al testo da parte del Ministro della Disabilità, Alessandra Locatelli, e del Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Entrambi – sottolinea Anelli – hanno sempre dimostrato sensibilità verso le esigenze dei medici.

 

 

Esempi pratici: cosa potrebbe fare un MMG con la telemedicina?

 

  • Attivare telemonitoraggio della pressione, glicemia e saturazione in pazienti cronici
  • Coordinare piani terapeutici digitali condivisi con specialisti
  • Monitorare a distanza i sintomi neurologici o cardiologici di anziani non autosufficienti
  • Inviare referti e prescrizioni in modo digitale e tracciato

 

 

Il punto di vista di Sespera.it

 

Sespera.it supporta una visione integrata dell’assistenza agli anziani: nessuna figura può sostituire il medico, ma tutte possono cooperare. Crediamo che l’inclusione attiva dei medici nei progetti di telemedicina sia una condizione essenziale per garantire un’assistenza personalizzata, sicura ed efficace a domicilio.
Il Decreto anziani può rappresentare una svolta solo se saprà valorizzare tutte le professionalità del territorio, in modo coordinato e non gerarchico.

 

 

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