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DDL Caregiver 2026: Approvato il Bonus da 400 Euro. Ma i requisiti sono “impossibili” per molti

Donna caregiver stanca consulta documenti al tavolo di casa per bonus INPS.

UNA SVOLTA STORICA (A METÀ). Finalmente l’Italia riconosce per legge chi cura, ma i paletti per ottenere l’aiuto economico dividono le associazioni.

 

 

2026: L’anno zero per i caregiver italiani

 

Il 12 gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Disegno di Legge (DDL) quadro sui caregiver familiari. Un passo avanti atteso da decenni che porta il riconoscimento ufficiale negli uffici pubblici, ma che divide le associazioni per la severità dei criteri economici. Fino a ieri “invisibili” per lo Stato, oggi i caregiver entrano nell’ordinamento. Ma leggere le clausole piccole del testo rivela una realtà complessa: il contributo economico promesso rischia di essere un miraggio per la maggior parte delle famiglie. Ecco cosa prevede il testo che ora andrà in Parlamento con procedura d’urgenza.

 

 

Riconoscimento giuridico: cosa cambia davvero

 

La prima novità è formale ma potente. Per la prima volta, la figura del caregiver familiare viene definita in modo sistematico dalla legge. Non sarete più solo “parenti”: il testo prevede la registrazione ufficiale del caregiver e il suo inserimento formale nel PAI (Piano Assistenziale Individualizzato) e nel “Progetto di Vita” della persona assistita. Questo significa acquisire voce in capitolo nei rapporti con ASL e assistenti sociali.

 

 

Il Bonus economico: fino a 400 euro (ma dal 2027)

 

Il cuore del DDL è l’istituzione di un contributo economico erogato dall’INPS. La cifra massima è di 400 euro mensili (1.200 euro a trimestre). Tuttavia, bisogna fare subito chiarezza per non creare illusioni:

  1. I tempi: L’erogazione effettiva non partirà prima del 2027. Serve il tempo per l’approvazione delle Camere e per la creazione della piattaforma digitale INPS dedicata (prevista per settembre 2026).

  2. La natura: Non è un diritto automatico per tutti, ma una misura graduata in base all’intensità della cura.

 

 

I requisiti stringenti: le “91 ore” della discordia

 

È qui che si concentrano le critiche delle associazioni. Per ottenere il contributo massimo, il DDL fissa paletti molto severi:

  • Carico di cura: Almeno 91 ore di assistenza settimanale. Facendo un calcolo reale, significa 13 ore al giorno, tutti i giorni, festivi inclusi. Un impegno totalizzante che esclude di fatto chi lavora full-time.

  • Convivenza: Obbligatoria per la fascia di contributo massimo.

  • Reddito personale: Il caregiver non deve superare i 3.000 euro annui di reddito proprio.

  • ISEE: L’ISEE del nucleo familiare non deve superare i 15.000 euro.

 

 

Tutele differenziate: chi non prende i soldi ha altri diritti?

 

Il DDL introduce un sistema a fasce. Se non rientri nelle “91 ore” o nel reddito basso, hai comunque accesso ad altre tutele, graduate per carico (10-29 ore, 30-90 ore):

  • Ferie solidali e permessi: Possibilità di accedere a riposi ceduti da colleghi.

  • Studenti Caregiver: Riconoscimento di crediti formativi e agevolazioni sulla frequenza scolastica/universitaria.

  • Servizio Civile: Compatibilità dell’assistenza con i progetti di servizio civile.

 

 

l Punto di Vista di Sespera.it

 

Il riconoscimento giuridico è una vittoria di civiltà: finalmente lo Stato ammette che il welfare italiano si regge sulle vostre spalle. Tuttavia, fissare l’asticella a 91 ore settimanali e un ISEE così basso rischia di trasformare il bonus in un sussidio di povertà, escludendo quella classe media che lavora, assiste e si sacrifica ogni giorno. Ci uniamo all’appello delle associazioni affinché il Parlamento, durante l’iter di approvazione, renda questi criteri più umani e realistici.

 

Cosa fare ora

Poiché la legge deve ancora essere votata definitivamente dalle Camere:

  1. Non correte al CAF: La domanda non si può ancora fare.

  2. Preparate l’ISEE: Verificate se il vostro ISEE 2026 rientra nei parametri, in vista del 2027.

  3. Tracciate l’assistenza: Iniziate a documentare informalmente il carico di ore che dedicate al vostro caro. Sarà utile per la futura registrazione al PAI.

 

⚠️ Nota Importante

Questo è un Disegno di Legge (DDL) approvato dal Governo il 12 gennaio 2026, non ancora legge definitiva. Il Parlamento ha il potere di modificare gli importi e i requisiti descritti. Vi terremo aggiornati su ogni cambiamento.

 

 

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