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Controversia sull’Eredità di un Anziano: Badante Ottiene Casa, ma Dovrà Risarcire la Famiglia

una badante e una parente dell'anziano coinvolti in una disputa testamentaria

Una decisione della corte di Pesaro ha chiuso il capitolo su una vicenda di presunta circonvenzione di incapace che ha sollevato molte polemiche. La protagonista è una badante ucraina di 76 anni, accusata dalla nipote del defunto anziano di aver manipolato l’uomo per ottenere in eredità un appartamento. Pur confermando il diritto della badante all’eredità, il tribunale l’ha condannata per prelievi non autorizzati dal bancomat dell’anziano, costringendola a un risarcimento per danni morali alla nipote.

 

 

Antefatti e Accuse di Circonvenzione

 

I fatti risalgono al periodo tra il 2014 e il 2020, quando la badante prestava assistenza continua a un anziano pesarese. Dopo la morte dell’uomo, durante l’apertura del testamento, è emerso che la donna era l’unica erede del suo appartamento, dal valore di circa 140.000 euro. La nipote dell’uomo, sentendosi esclusa e dubitando della volontà dello zio, ha accusato la badante di aver approfittato della vulnerabilità dell’uomo per influenzare la sua decisione testamentaria.

 

 

La Difesa e la Perizia Calligrafica

 

Durante il processo, la difesa della badante ha contestato le accuse, sostenendo che l’uomo avesse redatto il testamento in piena lucidità, confermato anche da una perizia calligrafica. Questa perizia ha mostrato che il documento era stato firmato di suo pugno sette anni prima della sua morte, rafforzando l’idea che la decisione fosse stata presa volontariamente, senza pressioni. Inoltre, la difesa ha sottolineato che la malattia dell’anziano era di natura fisica e non comprometteva le sue facoltà mentali, rendendo così inattendibile l’accusa di circonvenzione.

 

 

Sentenza e Risarcimento

 

Il giudice ha dichiarato la badante innocente riguardo all’accusa di circonvenzione di incapace, sancendo la validità del testamento e ordinando il dissequestro dell’appartamento. Tuttavia, la corte ha riscontrato irregolarità nei prelievi effettuati dal conto bancario dell’anziano, ritenuti privi di giustificazione. Per questo motivo, la donna è stata condannata a sei mesi di reclusione per appropriazione indebita e dovrà risarcire i danni morali alla nipote, nonostante quest’ultima non abbia più diritto all’eredità.

 

 

Commenti dalla Difesa

 

La difesa della badante, pur soddisfatta per l’assoluzione sull’accusa di circonvenzione, ha espresso perplessità riguardo al risarcimento danni. “Non comprendiamo come possa essere riconosciuto un risarcimento alla nipote, considerato che, con la validità del testamento, la parte civile non ha più diritto all’eredità,” ha dichiarato l’avvocato Tonucci, aggiungendo che attenderà le motivazioni della sentenza per chiarire questo aspetto.

 

 

Questa sentenza evidenzia i delicati equilibri nel giudicare casi di eredità controversa, soprattutto quando coinvolgono persone anziane e badanti. Da un lato, si conferma l’importanza della volontà testamentaria, dall’altro si sottolinea la necessità di vigilare sugli aspetti finanziari per prevenire abusi.

 

 

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