VERSAMENTO CONTRIBUTI LAVORO DOMESTICO TERZO TRIMESTRE 2026: le famiglie datrici di lavoro sono chiamate al pagamento della contribuzione trimestrale per garantire la continuità assicurativa del rapporto ed evitare sanzioni civili.
Un appuntamento periodico fondamentale per la tutela previdenziale di chi assiste le persone fragili a casa e per la corretta gestione amministrativa del nucleo familiare.
Quando la puntualità tutela la famiglia: l’appuntamento d’autunno con l’INPS
Con l’inizio dell’autunno si rinnova una scadenza amministrativa importante per chi ha alle proprie dipendenze una colf o una badante. Dal 1° al 10 ottobre 2026 deve essere effettuato il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi al terzo trimestre dell’anno (periodo di servizio di luglio, agosto e settembre).
Si tratta del terzo dei quattro appuntamenti ordinari fissati dall’INPS per i datori di lavoro domestico. La scadenza interessa direttamente tutte le famiglie che hanno un rapporto di lavoro regolarmente denunciato. Il quarto e ultimo versamento dell’anno solare sarà invece quello relativo al trimestre ottobre-dicembre, con finestra di pagamento fissata dal 1° al 10 gennaio 2027.
Rispettare questo calendario permette di mantenere regolarmente attiva la posizione contributiva e assicurativa del lavoratore, tutelando la famiglia datrice di lavoro dal rischio di oneri aggiuntivi e sanzioni.
Quanto si paga: fasce orarie e ripartizione delle quote per il 2026
L’importo complessivo da versare non è forfettario. La quota oraria varia in funzione della retribuzione oraria effettiva, del numero di ore lavorate nella settimana e della tipologia contrattuale.
Per il 2026 l’INPS ha aggiornato le tabelle contributive sulla base della variazione dell’1,4% dell’indice dei prezzi al consumo rilevata dall’Istat.
Per i rapporti a tempo indeterminato fino a 24 ore settimanali, la quota oraria complessiva è così articolata:
- Retribuzioni fino a 9,61 euro: il contributo orario totale è pari a 1,70 euro (di cui 0,43 euro a carico del lavoratore).
- Retribuzioni oltre 9,61 e fino a 11,70 euro: il contributo orario totale è pari a 1,92 euro (di cui 0,48 euro a carico del lavoratore).
- Retribuzioni superiori a 11,70 euro: il contributo orario totale sale a 2,34 euro (di cui 0,59 euro a carico del lavoratore).
Per i rapporti con orario superiore a 24 ore settimanali (quindi a partire da 25 ore in su), la normativa prevede l’applicazione di una cifra convenzionale fissa indipendente dalla paga oraria: il contributo è pari a 1,24 euro per ogni ora (di cui 0,31 euro a carico del lavoratore).
È importante ricordare che la famiglia-datore effettua il versamento dell’importo totale all’INPS, ma la quota a carico del dipendente viene regolarmente recuperata tramite trattenuta sul prospetto paga mensile.
Per i contratti a tempo determinato, la legge prevede inoltre un contributo addizionale dell’1,4% sulla retribuzione imponibile, che determina tabelle contributive leggermente superiori (pari a 1,82 euro, 2,05 euro, 2,50 euro e 1,32 euro per la fascia oltre le 24 ore). Questa maggiorazione non si applica nelle assunzioni a termine formalizzate per sostituire lavoratori temporaneamente assenti (ad esempio per malattia, ferie o maternità).
Addio al bollettino cartaceo: i canali di pagamento digitale
Nel 2026 il processo di digitalizzazione dell’INPS ha consolidato una svolta operativa rilevante: l’Istituto ha sospeso l’invio della comunicazione cartacea annuale con i modelli di versamento per i datori di lavoro domestico con meno di 76 anni. Per il solo 2026, l’invio cartaceo tradizionale prosegue in via transitoria unicamente per i datori di lavoro di età pari o superiore a 76 anni.
Per tutti gli altri datori, la gestione e il pagamento avvengono attraverso il circuito pagoPA.
L’avviso di pagamento può essere gestito attraverso diverse modalità:
- Canali online: tramite il Portale dei Pagamenti INPS (accedendo con credenziali SPID, CIE o CNS), con addebito su conto corrente, carta di debito o credito.
- Applicazioni per smartphone: attraverso l’App IO o l’applicazione INPS Mobile.
- Sportelli e intermediari abilitati: stampando l’avviso pagoPA dal portale ed esibendolo presso sportelli bancari, uffici postali, tabaccherie, ricevitorie o tramite il servizio CBILL.
Prima di finalizzare il versamento, è sempre opportuno verificare che i dati relativi alle ore effettivamente retribuite nel trimestre siano allineati, soprattutto qualora durante i mesi estivi siano intervenute assenze, permessi non retribuiti o ore straordinarie.
💡 Ti potrebbe interessare:
Stop all’Invio Cartaceo INPS per Colf e Badanti: Cosa Cambia dal 2026 per i Pagamenti
Ritardi e sanzioni: come funziona la disciplina dei pagamenti omessi
Non rispettare il termine del 10 ottobre comporta conseguenze pecuniarie regolate da criteri specifici:
- Omissione contributiva ordinaria: si verifica nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi riferiti a un rapporto di lavoro regolarmente registrato e denunciato. La sanzione civile ordinaria è calcolata applicando il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) maggiorato di 5,5 punti percentuali annui, con un tetto massimo fissato al 40% dell’ammontare dei contributi non versati.
- Ravvedimento operoso entro 120 giorni: qualora il datore proceda al versamento spontaneo e integrale del debito prima di qualsiasi contestazione dell’ente, e comunque entro 120 giorni dalla scadenza originaria, la sanzione civile viene determinata al solo tasso TUR, senza la maggiorazione di 5,5 punti.
- Evasione contributiva: è una fattispecie differente e più grave, che ricorre quando vi sia l’intento doloso di occultare il rapporto di lavoro, le retribuzioni erogate o elementi essenziali della prestazione (lavoro in nero). In questo caso la sanzione è pari al 30% annuo, con un limite massimo pari al 60% dell’importo dovuto.
Il ritardo nel pagamento di contributi regolarmente denunciati costituisce quindi un’omissione e non una fattispecie di evasione automatica, ma procedere con la regolarizzazione spontanea riduce notevolmente l’onere economico della mora.
Per facilitare la verifica degli adempimenti, l’INPS ha reso disponibile un servizio di video-guida personalizzata e interattiva che notifica ai datori di lavoro domestico l’eventuale presenza di contributi non versati relativi al trimestre precedente, fornendo le istruzioni per procedere alla regolarizzazione direttamente dall’estratto conto contributivo.
💡 Ti potrebbe interessare:
Colf e Badanti: Scadenza INPS Superata. Sanzioni in Arrivo? Cosa Fare Subito
Tre errori da evitare con la scadenza di ottobre
- Attendere il bollettino per posta: a eccezione dei datori di età pari o superiore a 76 anni, l’invio cartaceo non è più previsto. Aspettare la consegna ordinaria espone al rischio di oltrepassare la scadenza del 10 ottobre.
- Non considerare la quota a carico del lavoratore: l’importo calcolato comprende sia la quota del datore sia quella del dipendente; quest’ultima va gestita correttamente nel cedolino paga mensile per evitare squilibri contabili tra le parti.
- Non conservare le attestazioni di versamento: conservare le ricevute telematiche rilasciate dal sistema pagoPA è importante sia per documentare l’avvenuto pagamento in caso di verifiche, sia per comprovare i versamenti ai fini delle deduzioni fiscali previste per la quota a carico del datore in sede di dichiarazione dei redditi.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Noi crediamo che la gestione amministrativa del lavoro domestico rappresenti un pilastro fondamentale dell’assistenza familiare.
La puntualità nei versamenti contribuisce alla corretta posizione previdenziale del lavoratore e garantisce gli adempimenti assicurativi previsti dall’ordinamento per il lavoro di cura. Allo stesso tempo, la regolarità contributiva contribuisce a tutelare la famiglia dal rischio di sanzioni e dalle complicazioni derivanti da posizioni debitorie pregresse.
La digitalizzazione tramite pagoPA, superata la fase di primo apprendimento, offre un controllo più chiaro delle scadenze e delle somme dovute. Nei casi in cui vi siano dubbi sull’orario estivo o sul calcolo complessivo, il confronto tempestivo con un patronato, un CAF o un professionista abilitato resta una valida scelta di gestione responsabile.
Cosa fare ora
- Verifica la posizione contributiva: accedi al Portale dei Pagamenti INPS prima del 10 ottobre 2026 per controllare i dati relativi al terzo trimestre (luglio, agosto e settembre).
- Effettua il pagamento entro i termini: utilizza i canali telematici pagoPA (online, App IO o intermediari fisici) entro il 10 ottobre 2026.
- Conserva la documentazione: archivia la ricevuta telematica insieme ai prospetti paga del trimestre per documentare la correttezza del rapporto di lavoro e per le future deduzioni fiscali.
Fonti e Riferimenti Normativi
- INPS – Contributi dovuti per i lavoratori domestici per l’anno 2026, con le relative tabelle degli importi contributivi.
- INPS – Pagamento dei contributi al lavoratore domestico e modalità di versamento.
- INPS – Dematerializzazione del pagamento dei contributi per il lavoro domestico a partire dal 2026.
- INPS – Sanzioni per inadempimento dell’obbligo contributivo, con distinzione tra omissione ed evasione contributiva.
- INPS – Contributi e agevolazioni fiscali per chi assume un lavoratore domestico.
- INPS – Video guida per i datori di lavoro domestico e consultazione della posizione contributiva.







