ASSUMERE IN SICUREZZA NELL’ERA DIGITALE. Tutto quello che devi sapere per gestire il rapporto di lavoro domestico quest’anno: dai documenti allo stop dei bollettini cartacei.
2026: L’anno della svolta digitale per le famiglie
Il 2026 segna un anno di svolta per la gestione del lavoro domestico in Italia. Se da un lato l’obbligo di regolarizzare resta il pilastro per evitare sanzioni pesanti, dall’altro cambiano le modalità operative con cui le famiglie devono interagire con l’INPS. Quando apriamo la porta di casa a una colf o a una badante, stiamo affidando la cura dei nostri cari e dei nostri spazi: formalizzare questo rapporto non è solo burocrazia, è la base per un rapporto di fiducia. In questa guida pilastro analizziamo l’intero percorso aggiornato alle novità di Gennaio 2026.
Perché la regolarizzazione protegge (davvero) la famiglia
Molti pensano ancora che il lavoro “in nero” sia un risparmio. Nel 2026, con l’incrocio delle banche dati sempre più efficace, è un rischio economico insostenibile. Un rapporto non regolarizzato espone la famiglia a vertenze sindacali (che possono arrivare fino a 5 anni dopo la fine del rapporto) per ferie non godute, TFR, tredicesime e contributi omessi. Inoltre, in caso di infortunio domestico del lavoratore non assicurato, la responsabilità civile e penale ricade interamente sul datore di lavoro. Regolarizzare significa acquistare “serenità”: costi certi in cambio di tutela legale totale.
I 5 Passaggi per assumere correttamente (Procedura 2026)
Ecco la procedura operativa aggiornata per non commettere errori.
1. Verifica preliminare dei documenti
Prima ancora di concordare gli orari, chiedi i documenti.
Per cittadini italiani/UE: Carta d’identità e Codice Fiscale.
Per cittadini Extra-UE: È fondamentale che il Permesso di Soggiorno sia valido per motivi di lavoro.
⚠️ Errore da evitare: Non assumere mai con permesso turistico o scaduto senza ricevuta di rinnovo.
2. Definizione del Contratto (La Lettera di Assunzione)
La lettera di assunzione deve specificare:
Mansione e Livello: (es. Livello CS per assistenza a persone non autosufficienti).
Orario: Convivenza, ore settimanali, riposi.
Retribuzione: Deve rispettare i minimi del CCNL Lavoro Domestico. Le tabelle retributive vengono aggiornate annualmente in base all’inflazione ISTAT, solitamente tra gennaio e febbraio. Assicurati sempre di applicare i valori vigenti al momento della firma.
Periodo di prova: Essenziale per valutare la sintonia con l’assistito.
3. Comunicazione all’INPS
Va fatta tassativamente almeno 24 ore prima dell’inizio effettivo del lavoro (anche se è previsto un periodo di prova). La procedura è telematica: tramite il sito INPS (con SPID/CIE) o delegando un Patronato.
4. La grande novità 2026: Gestione Contributi e “Stop Cartaceo”
Da quest’anno cambia il modo di pagare. L’INPS non invia più i bollettini cartacei a casa, salvo una deroga temporanea (solo per il 2026) riservata ai datori di lavoro con 76 anni compiuti.
Se hai meno di 76 anni: Devi scaricare gli avvisi di pagamento PagoPA dal Portale dei Pagamenti INPS o usare l’App IO.
Le scadenze restano invariate: 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio.
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5. Gestione mensile (Busta Paga)
Anche senza un consulente, il datore deve produrre ogni mese un prospetto firma che provi l’avvenuto pagamento dello stipendio. Ricorda di accantonare mensilmente la quota di TFR, che verrà liquidata a fine rapporto.
Quanto costa regolarizzare nel 2026?
Il costo totale per la famiglia è composto da tre voci principali:
Retribuzione netta: Quello che va in tasca al lavoratore.
Contributi INPS: La quota trimestrale a carico del datore (più una piccola quota a carico del lavoratore trattenuta in busta).
Ratei: La quota di TFR e Tredicesima da accantonare.
La stima pratica: Per avere un’idea realistica del budget, considera che il costo “tutto compreso” per la famiglia è circa il 25-30% in più rispetto allo stipendio netto orario pattuito.
Agevolazioni Fiscali: cosa puoi scaricare
Lo Stato prevede aiuti fiscali confermati anche per quest’anno:
Deduzione Contributi: Il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito imponibile i contributi INPS versati (fino a un massimo di 1.549,37 € l’anno).
Detrazione Stipendio (Solo per assistenza a non autosufficienti): È possibile detrarre il 19% delle spese per lo stipendio della badante (su un tetto massimo di spesa di 2.100 €, e solo se il reddito di chi detrae non supera i 40.000 €).
Il Punto di Vista di Sespera.it
Spesso vediamo famiglie spaventate dalla burocrazia digitale che scelgono scorciatoie. Noi crediamo che la regolarizzazione sia un atto di cura. Nel 2026, con l’addio ai bollettini cartacei, la sfida per i caregiver è doppia: gestire l’assistenza e gestire lo SPID dei propri genitori. Non vedetelo come un ostacolo, ma come un’occasione per mettere ordine. Una badante con un contratto regolare e contributi versati è una lavoratrice che si sente rispettata. E chi si sente rispettato, lavora con più cuore.
Cosa fare ora
Se devi assumere o regolarizzare oggi:
Attiva lo SPID: Se il datore di lavoro (l’anziano) non lo ha, è il momento di farlo o di attivare la delega digitale per i figli.
Controlla gli aggiornamenti ISTAT: Verifica se sono usciti i nuovi minimi retributivi dell’anno in corso (gennaio/febbraio) per non rischiare vertenze future.
Delega se necessario: Se la procedura online ti spaventa, rivolgiti a un CAF. L’importante è partire col piede giusto.
⚠️ Avvertenze Utili
Sespera.it non è un CAF né uno studio di consulenza. Le informazioni riportate sono una guida editoriale basata sulla normativa vigente a Gennaio 2026. Per il calcolo esatto delle buste paga e gestione di licenziamenti, raccomandiamo di affidarsi a professionisti abilitati.








