INPS ha pubblicato le istruzioni operative per la Carta “Dedicata a te” 2025: contributo una tantum di 500 € per nucleo familiare destinato esclusivamente all’acquisto di beni alimentari di prima necessità (escluse bevande alcoliche). Le liste vengono trasmesse ai Comuni entro l’11 settembre 2025; i Comuni hanno 30 giorni per le verifiche; il primo utilizzo della carta deve avvenire entro il 16 dicembre 2025 e l’intero importo va speso entro il 28 febbraio 2026.
Perché questa misura conta
La Carta “Dedicata a te” 2025 rappresenta un intervento mirato a sostenere le famiglie in difficoltà economica con un contributo immediato utilizzabile per la spesa alimentare: non è un bonus generico ma una misura pensata per rispondere a bisogni primari e ridurre l’insicurezza alimentare. La scelta di erogare il contributo tramite carte prepagate nominative (gestite attraverso Postepay/Poste Italiane) semplifica la distribuzione e consente tracciabilità e controllo sull’uso destinato esclusivamente all’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Questo approccio ha vantaggi (rapidità, controllo sull’uso) ma anche limiti (vincoli temporali e logistici per il ritiro e per gli esercenti aderenti).
Cos’è la Carta “Dedicata a te” (edizione 2025)
La Carta “Dedicata a te” è una carta prepagata nominativa, ricaricabile una volta sola con 500 € a nucleo familiare, destinata esclusivamente all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Le carte sono fornite da Poste Italiane tramite Postepay e saranno consegnate presso gli uffici postali indicati ai beneficiari. La finalità è chiara: garantire risorse immediate per la spesa, con limitazioni d’uso che evitano spesa per beni non essenziali (alcolici esclusi).
Dotazione e numeri concreti
Per il 2025 la dotazione del Fondo alimentare è stata incrementata di 500 milioni di euro rispetto al passato e sono state predisposte 1.157.179 carte complessive per la distribuzione ai nuclei selezionati. Questo dato aiuta a capire la portata dell’intervento (numeri e copertura territoriale) e le priorità che il Governo e INPS intendono seguire nella fase di prima applicazione.
Requisiti di accesso: chi può ottenere la Carta
L’accesso è automatico (non è prevista presentazione di domanda). I requisiti principali determinati dal decreto e richiamati nelle istruzioni INPS sono:
- ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 €;
- Residenza in Italia e iscrizione di tutti i componenti del nucleo nell’Anagrafe della Popolazione Residente al 12 agosto 2025 (data di riferimento normativa);
- assenza di percezione di altre misure di inclusione/sostegno economico (es. Assegno di Inclusione, Reddito di Cittadinanza, Carta acquisti) o di indennità di disoccupazione/integrazione salariale.
L’impostazione “automatizzata” implica che INPS incrocia i dati amministrativi disponibili (ISEE, anagrafe, percipienti di altre prestazioni) per costruire le liste dei potenziali beneficiari. Questo evita oneri burocratici alle famiglie ma richiede attenzione: chi pensa di avere diritto deve comunque verificare la correttezza del proprio ISEE e dell’iscrizione anagrafica presso il Comune o il CAF.
ISEE: consigli pratici
L’ISEE è l’elemento chiave. Per le famiglie:
- Verificare che l’ISEE sia aggiornato e in corso di validità; se scaduto o errato, rivolgersi subito a un CAF o a un commercialista per la ricostruzione;
- Controllare la composizione del nucleo familiare usata ai fini ISEE (errori comuni: presenza/assenza di componenti, residenze diverse non aggiornate).
Un ISEE vicino alla soglia (15.000 €) può richiedere attenzione perché piccoli errori amministrativi possono comportare esclusione.
Esclusioni rilevanti: chi non può riceverla
Il decreto prevede esclusioni precise: non possono beneficiare i nuclei che comprendono percettori di Assegno di Inclusione (ADI), Reddito di Cittadinanza, Carta Acquisti o altre misure di sostegno economico nazionali/territoriali; né i nuclei con almeno un percettore di ammortizzatori sociali (NASpI, CIG, ecc.). La ratio è evitare doppie erogazioni e concentrare risorse su chi non riceve altri sostegni strutturati. Tuttavia, questa scelta può lasciare fuori famiglie in difficoltà che già percepiscono un sussidio ma hanno necessità aggiuntive: è un trade-off politico e procedurale da considerare.
Procedura di assegnazione: passaggi pratici e calendario operativo
INPS elabora liste dei potenziali beneficiari e le mette a disposizione dei Comuni tramite applicativo web entro l’11 settembre 2025; i Comuni hanno 30 giorni per le verifiche (residenza, incompatibilità, anagrafe) e consolidano gli elenchi; successivamente INPS acquisisce gli elenchi consolidati e li trasmette a Poste Italiane per l’emissione e la consegna delle carte. La consegna avverrà presso gli uffici postali abilitati, secondo le comunicazioni che i Comuni e INPS predispongono.
Cosa controllano i Comuni nelle verifiche
I Comuni verificano in particolare:
- corrispondenza anagrafica (residenza e coabitazione),
- eventuali duplicazioni o errori di recapito,
- la presenza di prestazioni incompatibili gestite a livello locale (alcuni Comuni possono avere elenchi di propri sussidi);
- eventuali segnalazioni dei servizi sociali locali.
Questa fase è determinante perché può modificare la graduatoria: chi risulta anagraficamente non residente o con incompatibilità viene escluso. Per questo motivo è importante che ogni nucleo controlli il proprio stato anagrafico e l’ISEE prima dell’11 settembre.
Criteri di priorità per l’assegnazione (ordine decrescente)
INPS ha indicato criteri ben definiti, motivati dalla volontà di favorire famiglie numerose con minori:
- Nuclei con almeno 3 componenti e almeno un minore nato entro il 31/12/2011 (priorità al più basso ISEE);
- Nuclei con almeno 3 componenti e almeno un minore nato entro il 31/12/2007 (priorità al più basso ISEE);
- Resto dei nuclei con almeno 3 componenti (priorità al più basso ISEE).
Questa gerarchia riflette una scelta di politica sociale che dà più peso alla presenza di minori e alla dimensione del nucleo rispetto alla sola condizione economica. Le famiglie mononucleari o con due componenti possono dunque risultare escluse se le risorse non sono sufficienti.
Importo, attivazione e scadenze: cosa sapere per non perdere il beneficio
- Importo per nucleo: 500 € (una tantum).
- Attivazione/Primo utilizzo: la carta va attivata/conosciuta dal titolare; il primo pagamento deve essere effettuato entro il 16 dicembre 2025 (pena decadenza).
- Ultima data per utilizzare il saldo: il 28 febbraio 2026 tutte le somme devono essere spese.
Queste scadenze sono stringenti: se il titolare non usa la carta entro il 16 dicembre perde il diritto; se rimane saldo non speso entro il 28 febbraio, il denaro non sarà utilizzabile. Pianificare l’uso (ad esempio effettuare almeno un acquisto significativo prima della scadenza) è quindi fondamentale.
Cosa si può acquistare: elenco e limiti d’uso
La Carta è vincolata all’acquisto di beni alimentari di prima necessità: tipicamente si tratta di prodotti come pane, pasta, riso, farine, latte e derivati, uova, carne e pesce, frutta e verdura (anche surgelata), legumi, conserve, oli, alimenti per l’infanzia, zuccheri, caffè/te, prodotti da forno. Sono espressamente escluse le bevande alcoliche. L’elenco completo e i codici merceologici sono indicati nell’allegato tecnico del decreto e nelle istruzioni INPS.
Dove usare la Carta e ruolo degli esercenti
Le carte saranno utilizzabili presso gli esercizi commerciali aderenti (supermercati, negozi di alimentari) che abbiano convenzioni tecniche o che accettino pagamenti elettronici tramite Postepay. Alcuni negozi potrebbero offrire sconti aggiuntivi o convenzioni locali; è però responsabilità dei titolari verificare, prima dell’acquisto, che l’esercente accetti la carta e che l’articolo rientri tra quelli consentiti. I commercianti dovranno applicare le regole di utilizzo indicate nelle istruzioni e potrebbero ricevere dalla piattaforma indicazioni operative su codici merceologici ammessi.
Cosa fare se qualcosa non funziona: problemi comuni e soluzioni pratiche
Se non ricevo la comunicazione o la carta
Controllare prima l’area notizie del proprio Comune e la Posta (comunicazioni INPS/Comune). Se la carta non è stata consegnata entro i tempi indicati, contattare lo sportello sociale del Comune e/o l’ufficio postale indicato nella comunicazione; tenere a portata di mano il codice fiscale e l’ISEE. È utile anche verificare che non ci siano errori nell’indirizzo anagrafico.
Se risulto escluso ma ritengo di avere diritto
Se il provvedimento comunale di esclusione è dovuto a errore (ad esempio ISEE errato, errata registrazione anagrafica), occorre rivolgersi al Comune per la rettifica e al CAF per aggiornare l’ISEE. Se l’errore dipende da dati INPS, potrebbe essere necessario chiedere una verifica formale tramite i canali INPS o ricorrere a strumenti amministrativi previsti (ricorsi/istanze) — ma prima di tutti i ricorsi è consigliabile tentare la rettifica amministrativa.
Impatto pratico e riflessioni critiche
La misura è efficace per distribuire risorse immediate e mirate, ma presenta alcune criticità: la scelta di escludere chi percepisce altri sussidi può lasciare fuori soggetti con bisogni cumulativi; le scadenze operative impongono un utilizzo molto rapido delle risorse (meno di 6 mesi dall’erogazione alla scadenza finale), e la dipendenza dall’iscrizione anagrafica e da ISEE aggiornato potrebbe penalizzare famiglie con situazioni amministrative non corrette. Dal lato positivo, gestione tramite Poste/Postepay garantisce ampia capillarità sul territorio e tracciabilità dell’uso per finalità di controllo.
FAQ (domande ricorrenti)
Serve presentare una domanda? No, l’individuazione è automatica da parte di INPS e Comuni.
Posso utilizzare la carta online? La misura è pensata per acquisti in esercizi convenzionati; la possibilità di uso online dipende dalle regole tecniche comunicate da INPS/Poste e dalla tipologia di esercente. Verificare sempre con il negozio.
E se ho un ISEE che scade a breve? Aggiornarlo il prima possibile rivolgendosi a un CAF: ISEE in corso di validità è requisito essenziale.
Il Punto di Vista di Sespera.it
La Carta “Dedicata a te” 2025 è uno strumento utile e concreto per contrastare l’insicurezza alimentare a livello familiare: l’erogazione di 500 € per nucleo può alleviare spese essenziali e dare respiro economico. Tuttavia, per massimizzare l’efficacia occorrono: controllo puntuale dei dati ISEE e anagrafici, tempestività nel seguire le comunicazioni comunali e una buona informazione territoriale per far sì che le carte arrivino rapidamente e siano effettivamente utilizzate entro i termini. Sespera.it raccomanda ai lettori — specialmente agli anziani, ai caregiver e alle famiglie con fragilità — di verificare subito la propria posizione anagrafica/ISEE e di rivolgersi al Comune o al CAF per ogni necessità.
Fonti
Dati e informazioni tratti da comunicati ufficiali INPS
Link Utili
- 10 Bonus ISEE 2025 che ti fanno risparmiare
- SPID: come ottenerlo e usarlo per accedere ai servizi online
- Assegno di Inclusione (ADI): guida completa
- Carta di Inclusione ADI: Come funziona








