❓ Il “Bonus Nonni 2026” esiste davvero?
No, non esiste un bonus INPS con questo nome nel 2026.
Il vecchio voucher babysitter per i familiari non è stato rinnovato. Tuttavia, con il termine “Bonus Nonni” si indicano spesso impropriamente altre agevolazioni reali attive: il Bonus Nido (rimborsabile anche se pagato dai nonni, con attenzione alle fatture), l’Assegno Unico per i nonni affidatari e la nuova Prestazione Universale per gli anziani non autosufficienti.
IL CASO. È una delle ricerche più frequenti sul web, ma spesso genera confusione e false speranze. Esiste un assegno per i nonni che curano i nipoti? Ecco tutta la verità sulle agevolazioni attive quest’anno per i “pilastri” delle famiglie italiane.
Un aiuto indispensabile (il welfare informale)
In Italia, i nonni non sono solo parenti: rappresentano una vera e propria forma di welfare informale che supplisce alle carenze strutturali dei servizi per l’infanzia. Senza di loro, il sistema economico di milioni di famiglie crollerebbe. Proprio per questo, molti utenti cercano il “Bonus Nonni 2026”, sperando nel ritorno di quel voucher babysitter che, durante l’emergenza pandemica, poteva essere erogato anche ai familiari. Dobbiamo essere onesti e trasparenti per non illudervi: quel bonus specifico non è stato rinnovato per il 2026. Tuttavia, esistono 3 agevolazioni reali che coinvolgono i nonni e che permettono comunque di recuperare risorse importanti. Vediamole.
1. Quando il “Bonus Nonni” è in realtà il Bonus Nido
Molte famiglie non sanno che i nonni possono essere parte attiva nel Bonus Asilo Nido. Sebbene la domanda debba essere presentata dal genitore che sostiene la spesa, spesso sono i nonni a pagare materialmente la retta mensile. Cosa sapere (Attenzione ai pagamenti): L’INPS rimborsa fino a 3.000 euro l’anno (in base all’ISEE).
⚠️ Nota bene: Le regole sulla tracciabilità sono severe. Affinché il genitore ottenga il rimborso, è fondamentale verificare che la fattura o il pagamento siano riconducibili al richiedente. Se paga il nonno, verificate con il patronato la corretta intestazione del bonifico per non perdere il diritto al rimborso.
2. Assegno Unico: quando spetta ai nonni?
C’è un caso specifico, purtroppo non raro, in cui i nonni possono incassare direttamente l’Assegno Unico per i nipoti. Questo avviene quando i nonni sono i tutori legali o gli affidatari esclusivi dei nipoti (in assenza o impedimento dei genitori). In questo scenario, i nonni hanno pieno diritto a richiedere l’Assegno Unico Universale, che nel 2026 prevede maggiorazioni specifiche per i nuclei numerosi o con disabilità a carico.
3. La confusione con il “Bonus Anziani” (Prestazione Universale)
Molti cercano “Bonus Nonni” ma in realtà intendono il bonus PER i nonni (intesi come anziani da assistere). Qui la notizia è positiva e confermata. Come abbiamo spiegato nella nostra guida dedicata, per il 2026 è attiva la Prestazione Universale per gli over 80 non autosufficienti gravissimi. Se avete un nonno in casa che ha bisogno di assistenza (badante), lo Stato eroga un aiuto aggiuntivo di circa 850 euro al mese oltre all’accompagnamento. Quindi: non è un bonus per chi cura i nipoti, ma un bonus per chi si prende cura dei nonni fragili.
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Le detrazioni fiscali per i “familiari a carico”
Un ultimo aspetto tecnico riguarda le tasse. Se un nonno vive con il figlio e i nipoti e ha un reddito molto basso (generalmente sotto i 2.840,51 euro annui, soglia che sale a 4.000 euro per gli under 24 ma resta stabile per gli anziani salvo modifiche), può essere considerato familiare a carico. Questo permette al figlio (il genitore dei nipoti) di ottenere delle detrazioni IRPEF in busta paga. Non è un bonifico diretto, ma è un risparmio fiscale tangibile per il bilancio della famiglia allargata.
Il Punto di Vista di Sespera.it
Ci dispiace dover “smontare” l’illusione di un assegno diretto per i nonni babysitter nel 2026, ma il nostro dovere è darvi informazioni verificate, non clickbait. Noi di Sespera.it crediamo che l’immenso lavoro di cura dei nonni meriterebbe un riconoscimento formale ed economico diretto, visto il risparmio che garantiscono allo Stato. Per ora, la strategia migliore è sfruttare le agevolazioni collaterali (Bonus Nido, detrazioni) e tutelare la loro salute con i bonus per la non autosufficienza.
Cosa fare ora (e come difendersi)
- Stop alle truffe: Se vedete siti o messaggi su WhatsApp che vi chiedono dati per un “Modulo Bonus Nonni 2026”, chiudete subito. Nessun operatore INPS vi contatterà mai su social o chat per proporvi questo bonus.
- Verificate l’Assegno Unico: Se siete nonni affidatari, controllate di aver aggiornato l’ISEE a gennaio per ricevere l’importo pieno.
- Controllate i Bonus Anziani: Se il “nonno” ha bisogno di cure, verificate subito se rientra nel “Decreto Anziani”.
⚠️ Avvertenze Importanti
1. Sespera.it non è l’INPS né un CAF. Le informazioni qui riportate sono basate sulla normativa vigente a Gennaio 2026. Per la presentazione delle domande e la verifica tecnica delle fatture (es. per la corretta intestazione del Bonus Nido), rivolgetevi sempre a un Patronato abilitato o a un consulente fiscale.
2. Alto Rischio Truffe Online. Poiché il termine “Bonus Nonni” è molto cercato, in rete circolano siti ingannevoli che promettono moduli falsi per rubare dati personali. Non cliccate su link arrivati via SMS, WhatsApp o Email che promettono l’attivazione immediata del bonus. Ricordate che l’INPS non chiede mai dati bancari via messaggio e che l’unico portale per le domande è inps.it (accessibile solo tramite SPID, CIE o CNS).








