UN GESTO D’AMORE, NON DI CONTROLLO — Scopri come questa figura giuridica può alleggerire il carico della tua famiglia, garantendo dignità e sicurezza ai tuoi cari senza togliere loro la libertà.
Quando la gestione quotidiana diventa una montagna
C’è un momento preciso in cui, come familiare o caregiver, senti che qualcosa sta cambiando. Magari è quella bolletta non pagata trovata in un cassetto, una firma messa con troppa leggerezza su un contratto telefonico, o semplicemente lo smarrimento negli occhi di un genitore di fronte alla gestione della pensione.
È un momento delicato, carico di sensi di colpa. Spesso si pensa: “Se nomino qualcuno per gestire i suoi soldi, lo sto tradendo? Gli sto togliendo la dignità?”. La risposta è no.
L’Amministratore di Sostegno (ADS) nasce proprio per evitare questo. A differenza della vecchia interdizione, che “cancellava” la persona, l’ADS è un abito su misura. È uno strumento di protezione, non di esclusione. Serve a far sentire la persona al sicuro, permettendo a voi figli o coniugi di tornare a essere famiglia, e non solo burocrati.
Cos’è davvero l’Amministratore di Sostegno?
L’Amministratore di Sostegno è una figura istituita per tutelare quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
Immaginalo come un “co-pilota”. La persona assistita (chiamata “beneficiario”) mantiene la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore.
Chi può beneficiarne?
Non serve una patologia gravissima. Questa misura è ideale per:
Anziani con declino cognitivo lieve o moderato.
Persone con disabilità fisica che impedisce loro di recarsi in banca o posta.
Soggetti fragili a rischio di raggiri.
Persone colpite da ictus o patologie invalidanti temporanee.
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I Poteri dell’ADS: Cosa può (e non può) fare
Questa è la parte che spaventa di più le famiglie. “Potrà vendere la casa di papà?”, “Deciderà lui quali medicine deve prendere?”. Facciamo chiarezza.
I poteri dell’Amministratore di Sostegno non sono assoluti. Sono decisi dal Giudice Tutelare nel decreto di nomina e sono ritagliati sulle reali esigenze della persona.
In genere, l’ADS si occupa di:
Gestione economica ordinaria: Pagare bollette, ritirare la pensione, gestire il conto corrente per le spese quotidiane.
Rapporti con la burocrazia: Pratiche INPS, dichiarazione dei redditi, richieste di invalidità.
Consenso informato: In ambito sanitario, se specificato dal Giudice.
Per gli atti di straordinaria amministrazione (come vendere un immobile o investire grandi somme), l’ADS deve sempre chiedere l’autorizzazione al Giudice. Nessuno può vendere la casa dei tuoi cari senza un controllo rigoroso del Tribunale.
Come avviene la nomina: Passaggi Semplici
Non serve necessariamente un avvocato per richiedere la nomina (anche se in casi complessi può aiutare). Ecco l’iter semplificato:
Il Ricorso: Si deposita una domanda scritta presso la cancelleria del Tribunale del luogo di residenza della persona.
L’Udienza: Il Giudice deve vedere e ascoltare la persona da assistere. È un momento umano, non un interrogatorio. Se l’anziano non può muoversi, il Giudice può recarsi a domicilio.
Il Decreto: Il Giudice nomina l’ADS (spesso un familiare, ma può essere anche un professionista esterno se ci sono conflitti in famiglia) ed elenca i suoi compiti.
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Il Punto di Vista di Sespera.it
Noi di Sespera.it crediamo fermamente che la nomina dell’Amministratore di Sostegno sia un atto di civiltà e cura. Troppe volte vediamo famiglie distrutte da liti economiche o anziani vittime di truffe perché non si è voluto “intervenire” per paura di offendere.
L’ADS non è una “gabbia”. È lo strumento che permette a un figlio di dire: “Papà, non preoccuparti delle scadenze, ci pensa chi di dovere. Noi pensiamo a stare insieme”. Rimuovere l’ansia della burocrazia dalla vita di un anziano fragile significa regalargli serenità. Non abbiate paura di proteggere chi amate.
Cosa fare ora
Se pensi che questa figura possa servire alla tua famiglia, ecco tre passi concreti per iniziare senza ansia:
Parlane in famiglia: Prima di muoverti legalmente, cerca il consenso di fratelli e sorelle. La condivisione riduce i conflitti futuri.
Raccogli la documentazione medica: Prepara i certificati che attestano la patologia o la difficoltà dell’anziano. Serviranno per il Giudice.
Contatta un’associazione locale: Spesso esistono sportelli gratuiti per l’Amministratore di Sostegno nel tuo comune che possono aiutarti a compilare il ricorso senza spese legali.
❗Nota Importante sulla Normativa
Ricorda che l’Amministratore di Sostegno ha l’obbligo di presentare un rendiconto annuale al Giudice Tutelare. Dovrai tenere traccia di tutte le entrate e le uscite (conserva scontrini e fatture rilevanti). Non è una gestione “casalinga”, ma una responsabilità ufficiale. Se vieni nominato, tieni sempre la contabilità del beneficiario separata dalla tua personale.
⚠️ DISCLAIMER LEGALE: IMPORTANTE
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Sebbene la procedura per la nomina dell’Amministratore di Sostegno sia stata pensata per essere accessibile ai cittadini, ogni situazione familiare e patrimoniale è unica e può nascondere complessità legali.
Sespera.it consiglia vivamente di:
Rivolgersi a un professionista: Per la stesura del ricorso, specialmente in presenza di patrimoni immobiliari o disaccordo tra i familiari, consultare un Avvocato esperto in diritto di famiglia è la scelta più sicura.
Utilizzare i servizi gratuiti: Molti Tribunali offrono Sportelli di Orientamento (URP) o collaborano con i Servizi Sociali del Comune per guidare i cittadini nella compilazione.
Contattare un Patronato: Alcuni enti di patronato offrono assistenza specifica per queste pratiche.
Non basate le vostre decisioni legali esclusivamente su guide online, ma verificate sempre le procedure specifiche presso la cancelleria del vostro Tribunale di competenza.








